Re Artù tra storia e leggenda
Re Artù tra storia e leggenda

Nel ciclo carolingio si fa riferimento a una realtà storica precisa, l’epoca del Sacro Romano Impero, e a una figura realmente esistita, Carlo Magno. Per quanto riguarda invece re Artù, come si colloca rispetto alla verità storica? Re Artù è un personaggio leggendario o reale?

Quasi sicuramente Artù fu un valoroso capo della popolazione celtica, che si distinse nella lotta contro gli invasori anglosassoni, all’incirca tra il V e il VI secolo d.C.

L’azione di questo capo celtico, che riuscì a respingere gli invasori e a garantire un periodo di sicurezza ai territori del Sud della Gran Bretagna, fu una tale impresa per quei tempi da alimentare molte leggende e canzoni popolari, che dapprima furono tramandate oralmente e soltanto nei secoli successivi vennero trascritte da prosatori e poeti. Tra questi ultimi spicca il francese Chrétien de Troyes.
È facile capire quindi come il mito di questo re si sia potuto ingrandire fino a diventare simbolo di giustizia e di pace.
Pertanto la risposta finale alle domande poste consiste nell’accettare le vaghe tracce storiche della presenza di re Artù nel periodo della caduta dell’Impero Romano e nel pensare a tutto il ciclo bretone come a un mondo idealizzato e leggendario.

Nei racconti del ciclo bretone re Artù appare come il figlio segreto di Uter Pèndragon, re di Bretagna, e di Igraine, moglie del duca di Tintagel (località sulla costa settentrionale della Cornovaglia).

Re Uter, conquistato dalla straordinaria bellezza di Igraine, si rivolge a mago Merlino per riuscire a unirsi con lei. Grazie a un incantesimo, Uter prende le sembianze del duca di Tintagel e può così trascorrere una notte con Igraine. Nel frattempo il duca di Tintagel muore in battaglia e Igraine, subito dopo, sposa re Uter.

Il bambino che nasce dal loro incontro segreto, cioè Artù, è consegnato a mago Merlino: a questo solo patto, infatti, Merlino aveva acconsentito ad aiutare Uter con le sue arti magiche. In seguito Merlino lo affida al nobile cavaliere Antor.

Artù cresce come un ragazzo qualunque sino a quando, ormai giovinetto, estrae in modo prodigioso la spada Excàlibur dalla roccia in cui era conficcata. Davanti alla cattedrale di Londra era infatti misteriosamente comparsa una roccia che imprigionava un’incudine nella quale era conficcata una spada dall’elsa incastonata di gemme. E intorno all’arma c’era una scritta in lettere d’oro: “Chi estrarrà questa spada sarà coronato re dei Britanni”.

Vi si cimentarono tutti i più forti cavalieri dell’epoca e tutti fallirono. Soltanto Artù riuscì nell’impresa e fu proclamato re, iniziando una lunga serie di gesta immortali.

Con l’aiuto del fido Merlino, Artù  fondò l’ordine della Tavola Rotonda, un gruppo di intrepidi cavalieri sempre pronti a combattere a fianco del loro re e che giravano il mondo per difendere i più deboli e cercare il Santo Graal (la coppa in cui Cristo bevve durante l’ultima cena e in cui poi fu raccolta una goccia del suo sangue caduta dalla croce) capace di dare purezza e santità al cavaliere che l’avesse ritrovata.