I Celti erano un insieme di popoli indoeuropei, stanziati, tra il 2000 a.C e il 1200 a.C., in una vasta area dell’Europa centro-orientale compresa tra il Danubio e l’Alta Valle del Reno. Praticavano la caccia, l’agricoltura e l’allevamento, ma anche la guerra e la razzia. Erano abilissimi nella lavorazione del metalli.
L’espansione dei Celti
A partire dal VI secolo a.C., i Celti si mossero in più direzioni:
- verso Occidente, fino in Spagna, dove si fusero con le tribù locali degli Iberi, dando origine ai Celtiberi;
- verso Oriente, nei Balcani e in Asia Minore;
- verso Sud, in Italia, dove giunsero tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C. e si stanziarono in Piemonte, Lombardia, Emilia e Marche. Nel 390 a.C. i Senoni, una delle tribù celtiche, saccheggiarono Roma, evento noto come Sacco di Roma.
A seconda del Paese in cui si stabilirono, le varie tribù celtiche vennero indicate con nomi diversi: per esempio Galli per la Francia e l’Italia settentrionale, Britanni per la Gran Bretagna, Celtiberi per la penisola iberica, Galati per la penisola balcanica.
Buona parte dei territori appartenenti alle tribù celtiche fu poi conquistata dai Romani nel I secolo a.C.
I villaggi del popolo celtico
I Celti erano nomadi e si spostavano da un territorio all’altro con carri e cavalli. Quando trovavano una zona favorevole, si fermavano per qualche tempo, bruciavano foreste per ricavare terreni agricoli e costruivano i loro villaggi fortificati con case e botteghe artigiane di legno e paglia. I villaggi erano posti su alture, in modo da controllare il territorio e le vie di comunicazione, ed erano circondati da fossati e da bastioni.

Il disegno riproduce una tipica abitazione celtica risalente al 300 a.C. circa: una capanna rotonda costituita da una struttura di legno sormontata da un tetto conico in paglia.
Le pareti erano formate da una cannicciata ricoperta su entrambi i lati da uno strato di argilla e gesso. All’interno dell’abitazione le donne svolgevano le loro mansioni. C’era il telaio verticale per tessere; per cucinare, le donne disponevano sia del fuoco, che serviva anche per riscaldare l’ambiente, sia di un forno a cupola di argilla.
Nonostante la sua semplicità, questo tipo di abitazione era particolamente robusto, tanto da resistere ai rigidi climi invernali del Nord Europa.
Organizzazione sociale
A capo di ogni villaggio c’era un re, supportato da guerrieri e da sacerdoti, detti druidi, che avevano grande importanza perché interpretavano il volere degli dèi e tramandavano le leggi, le conoscenze e le tradizioni del proprio popolo.
Al di sotto, c’erano gli uomini liberi, ossia quanti si guadagnavano da vivere lavorando (artigiani, agricoltori e commercianti) e che spesso possedevano terre e bestiame, e gli schiavi, per lo più prigionieri di guerra, privi di qualsiasi diritto e impiegati in lavori pesanti e umili.
I Celti erano divisi in tribù formate da clan, cioè grandi famiglie. Ogni famiglia era composta dal capofamiglia, da sua moglie e dai figli con le loro mogli e la loro discendenza. Il padre aveva poteri illimitati sui membri della famiglia, ma la donna poteva godere di alcune libertà come partecipare alle assemblee e alla gestione del patrimonio familiare. Le tribù avevano in comune la lingua e la religione, ma non formarono mai un vero e proprio Stato. Anzi, quando i Celti combatterono contro Roma, spesso le tribù si schierarono in fronti contrapposti.
Economia del popolo dei Celti
L’economia era basata sull’agricoltura, sulla pastorizia, sulla caccia e sulla guerra. I Celti erano abilissimi fabbri, orafi e artigiani. Realizzavano con i metalli armature e bardature per i cavalli; con l’oro e l’argento preziosi gioielli. Con il commercio di questi oggetti, ma anche di cani, cavalli, pelli e sale acquistavano oggetti di lusso e vino.
Usi e costumi
I Celti mangiavano molte carni arrostite e bevevano latte, birra, idromele e vino. Amavano i banchetti, il gioco della dama, l’ascolto dei poemi tramandati oralmente e la musica.
La religione dei Celti
I Celti erano politeisti e credevano che le divinità abitassero nei boschi e nelle acque. Le divinità principali erano Lugh, «il Luminso», che amava il giavellotto e la fionda; Taranis, il dio del fulmine, che i Romani assimilavano a Giove; Esus, «il Buono», seconda divinità per importanza del pantheon celtico; Teutates, il dio della guerra.
I riti avevano luogo presso fonti o all’interno di boschi ritenuti sacri.

