Re Mida, figlio del re Gordio e della dea Cibele, sovrano della Frigia, una regione dell’Anatolia oggi parte della Turchia, è un personaggio della mitologia noto per il suo potere di poter tramutare in oro tutto ciò che toccava. Ma il re Mida è anche una figura storica realmente esistita. Mida fu un re della Frigia tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. La leggenda che Mida tramutasse in oro tutto ciò che toccava potrebbe derivare dal fatto che il popolo frigio era esperto nella lavorazione dei metalli. Se poi a questo si aggiunge il ritrovamento da parte degli archeologi di oggetti in ottone (una lega di zinco e stagno dal colore dorato brillante) nella tomba attribuita a Mida, allora ecco spiegata l’origine della leggenda del re che trasformava tutto ciò che toccava in oro.
A narrarci il mito del re Mida è il poeta romano Ovidio (43 a.C.-17 d.C.) nel libro XI delle Metamorfosi.
Il re Mida salva il satiro Sileno
Il racconto inizia con lo smarrimento in Frigia del vecchio satiro Sileno, precettore del dio Bacco e a lui tanto caro. Era accaduto che Sileno, avendo bevuto qualche bicchiere di vino di troppo, si era ubriacato, perdendo di vista Bacco e i suoi seguaci. Due pastori lo trovarono che vagava ubriaco e lo portarono al cospetto del loro re, Mida re della Frigia.
Mida, avendolo riconosciuto ed essendo un seguace del culto di Bacco, lo accolse a braccia aperte e gli rese onore con dieci giorni di festeggiamenti. Dopodiché, lo stesso re Mida riaccompagnò Sileno da Bacco. Bacco, che aveva dato Sileno per morto, al vederlo non stava in sé dalla gioia e disse a Mida di esprimere un desiderio e lui l’avrebbe esaudito.
Tutto ciò che Mida tocca diventa oro
Mida ci pensò un attimo e alla fine decise di chiedere al dio la facoltà di poter tramutare in oro tutto ciò che toccava. Ben presto, però, l’incauto re si pentì del dono richiesto: rischiava infatti di morire di fame e di sete perché anche i cibi e le bevande che toccava diventavano oro. Implorò allora il dio di liberarlo da quel dono deleterio. Dioniso, mosso a compassione, acconsentì. Disse a Mida di andare a bagnarsi alle sorgenti del fiume Pattolo (nell’odierna Turchia), che sgorgavano dal monte Tmolo, perché le acque avrebbero portato via il suo dono. E così fu. Da allora a leggenda vuole che le acque di quel fiume si arricchirono di sabbie aurifere.
Tuttavia, secondo il racconto di Ovidio, le disavventure del re Mida non finiscono qui.
Il re Mida e le orecchie d’asino
Il racconto di Ovidio continua con il racconto della punizione da parte del dio Apollo. Un giorno tra il dio Pan e il dio Apollo ebbe luogo una gara musicale: il giudice era Mida.
Il verdetto del re fu che il vincitore era Pan. Apollo allora lo punì facendogli comparire due orecchie d’asino, che il re nascose sotto un berretto frigio, le cui ali scendevano giù coprendo le tempie. Le vide però il barbiere che doveva accorciargli i capelli; il re gli impose il silenzio, pena la vita.
Un giorno però, il barbiere di Mida, non riuscendo più a trattenere il silenzio, scavò una buca nel terreno e ci urlò dentro queste parole: «Il re Mida ha le orecchie d’asino». Poi riempì la buca di terriccio e andò via. Su quel terriccio crebbero in seguito molte canne e quando il vento le muoveva esse sussuravano: «Il re Mida ha le orecchie d’asino». Il segreto del re dalle orecchie d’asino non era più tale. Il re, infuriato, fece uccidere il barbiere.
Cosa vuol dire essere un re Mida?
Mida, nella tradizione popolare, è simbolo di ricchezza e di avidità. Quindi, Essere un re Mida significa essere capace di arricchirsi facilmente, ma con il significato sottinteso di grande avidità.

