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Regime stalinista: caratteristiche del regime di Stalin

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Il regime stalinista è il regime instaurato da Stalin una volta arrivato al potere, dopo essersi sbarazzato senza nessun scrupolo di tutti i suoi avversari.

Caratteristiche del regime stalinista

In Unione Sovietica, morto Lenin il 21 gennaio 1924, Stalin prese il potere. Per risollevare l’economia russa:

puntò sull’industrializzazione a tappe forzate del Paese, favorendo soprattutto l’industria pesante (siderurgica, metallurgica e meccanica) a scapito di quella leggera (alimenti, abiti, utensili). Gli operai lavoravano a ritmi massacranti, ma Stalin premiava i migliori con un salario maggiore e li lodava come eroi del lavoro;

collettivizzò le campagne, con la creazione di fattorie cooperative (kolchoz) e di fattorie statali (sovchoz). Nei kolchoz tutto, dai campi alle macchine agricole, era di proprietà dello Stato. Anche i prodotti dovevano essere consegnati nella quantità e al prezzo stabilito dallo Stato. Nei sovchoz, invece, i contadini lavoravano come operai percependo un salario.

Coloro che si  ribellavano a questa scelta, in particolare i kulaki, erano deportati in altre regioni o uccisi.

I primi piani quinquennali varati dal governo del regime stalinista produssero una straordinaria crescita industriale. Ciò consentì un miglioramento delle condizioni di vita degli operai. Ma il fatto di avere puntato sull’industria pesante, a scapito di quella dei beni di consumo, produsse uno squilibrio destinato a riflettersi sulla vita quotidiana della popolazione, costretta a subire il razionamento delle merci di prima necessità.

Il grande terrore del regime stalinista

Per realizzare il suo programma economico, Stalin instaurò uno spietato sistema dittatoriale, giustificato con la necessità di difendere il comunismo dai nemici interni ed esterni.

Gli avversari politici, o anche solo coloro che erano sospettati di scarsa lealtà ideologica, erano sistematicamente assassinati o internati nei campi di lavoro (gulag).

Le estromissioni, le deportazioni e l’eliminazione fisica, anche di intere popolazioni, furono particolarmente gravi nel biennio 1936-1938, passato alla storia come il periodo delle “grandi purghe“.

Complessivamente si stima che durante il regime staliniano, nel periodo che va dal 1928 al 1940, persero la vita più di otto milioni di persone.

Ciò fu possibile anche grazie all’arma della propaganda, fondata essenzialmente sul culto della personalità di Stalin, cioè sull’esaltazione della sua figura, quale capo infallibile, votato alla difesa del comunismo e dell’Unione Sovietica.