riscaldamento globale: aumentano le temperature medie

L’assottigliamento della fascia dell’ozono (il buco dell’ozono) e l’effetto serra sono i responsabili di un cambiamento climatico chiamato riscaldamento globale che, secondo molti scienziati, è in atto e minaccia di provocare effetti disastrosi nei prossimi decenni.

Il riscaldamento globale della Terra consiste in un aumento delle temperature medie sia sulla terraferma sia delle acque degli oceani e dei mari.

L’aumento della temperatura media del pianeta costituisce una minaccia molto concreta per la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali. Ma anche per il genere umano e la sua salute, l’agricoltura, le acque dolci e le aree costiere di tutta la Terra.

In particolare corriamo il rischio di:

  • tempeste e fenomeni burrascosi più intensi e frequenti;
  • scioglimento dei ghiacciai;
  • inondazioni e sommersione delle spiagge, delle lagune e delle paludi, e in generale di tutte le aree costiere situate a livello del mare;
  • piovosità molto più marcate in alcune aree;
  • siccità estrema in altre regioni;
  • più ampia diffusione delle malattie infettive.

Quali sono le cause del riscaldamento globale?

Siamo noi la principale causa del riscaldamento globale. L’umanità è co-responsabile del riscaldamento globale in atto in tutto il pianeta, provocato in particolare dal crescente utilizzo di combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) che, aumentando l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, favoriscono l’effetto serra. Ma anche il taglio dei boschi (deforestazione) e altri utilizzi eccessivi dei suoli per l’agricoltura e la pastorizia (desertificazione) contribuiscono.

E noi cosa possiamo fare?

A casa Occore consumare meno energia elettrica, perché per produrla vengono usati prevalentemente combustibili fossili, come carbone, petrolio e metano. Questo vuol dire che è bene spegnere le luci, il televisore ecc. quando non ne abbiamo più bisogno e abbiamo finito di usarli. Sostituiamo le lampadine normali con quelle a risparmio energetico. Usiamo l’acqua calda il meno possibile e a temperature non troppo alte. Durante i mesi invernali facciamo attenzione anche a non disperdere il calore accumulato dal riscaldamento e durante i mesi estivi cerchiamo di usare il condizionatore quando proprio ci necessita (e di disperdere il meno possibile il fresco accumulato). Se devono essere acquistati elettrodomestici nuovi, compriamo quelli a maggior risparmio energetico (il grado di risparmio energetico è indicato su tutti i cartellini in vendita).

I trasporti Per i nostri spostamenti e per le nostre passeggiate cerchiamo di usare la bicicletta e i mezzi di trasporto pubblico. Cerchiamo di usare il meno possibile l’automobile. Se proprio dobbiamo usare l’auto, cerchiamo di raccogliere più passeggeri insieme. Acquistiamo veicoli della giusta dimensione e a basso consumo di carburante.

Cortili, giardini e parchi sempre più verdi Cerchiamo di favorire in tutte le situazioni la crescita di nuovi alberi, perché attraverso la fotosintesi clorofilliana essi “sequestrano” i gas dannosi.

Riciclare Seguiamo attentamente le istruzioni dell’azienda della nettezza urbana della nostra città o paese circa le separazioni dei nostri rifiuti: vetro, plastica, carta, allumino ecc. In questo modo si risparmiano risorse naturali come alberi (per fare la carta), petrolio (per fare la plastica), silicio (per fare il vetro) e alluminio e l’energia necessaria per disfarsene.

Gli scienziati non sono tutti concordi sulla gravità del fenomeno “Riscaldamento globale” e ci sono previsioni differenti circa i suoi sviluppi futuri. Tuttavia molti effetti sono visibili anche ai meno esperti; per esempio: aumento delle temperature estreme, irregolarità delle precipitazioni, maggiore forza degli eventi climatici, scioglimento progressivo dei ghiacciai.

Nonostante l’incertezza della previsione, il rischio del riscaldamento globale del nostro pianeta impone di adottare il principio di precauzione. Tale principio ha portato gran parte dei Paesi ad adottare delle misure per il contenimento delle emissioni di gas serra, stipulando il cosiddetto Protocollo di Kyoto(per un approfondimento leggi Protocollo di Kyoto, a difesa di clima e ambiente clicca qui).

A più di dieci anni di distanza, i risultati ottenuti dall’attuazione del Protocollo di Kyoto sono piuttosto limitati. L’accordo non è stato ratificato da alcuni stati e gran parte di quelli che lo hanno sottoscritto ha ancora emissioni di anidride carbonica ben al di sopra dei limiti stabiliti. Sono in corso trattative diplomatiche a livello mondiale alla ricerca di strategie compatibili con lo sviluppo industriale dei Paesi.