La desertificazione: cause e conseguenze

Per desertificazione non s’intende solo l’ampliamento dei deserti esistenti, ma anche la formazione, l’espansione o il peggioramento della sterilità e aridità di vaste zone della Terra. È un serio problema che riguarda la produttività e quindi la sopravvivenza delle persone e degli animali, perché i terreni, privi di acqua, diventano inutilizzabili per l’agricoltura e il pascolo.

Nel 1994 è stata siglata una convenzione internazionale (UNCCD, Convenzione contro la desertificazione) per cercare di combatterla. Tale Convenzione definisce la desertificazione come «il degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuibile a varie cause, fra le quali variazioni climatiche e attività umane».

Le cause della desertificazione, in parte naturali e in parte dovute all’opera dell’uomo, sono principalmente la siccità, gli incendi, la deforestazione, l’urbanizzazione, l’inquinamento, uno sfruttamento agricolo troppo intenso, l’erosione provocata dalle piogge intense e lo sfruttamento eccessivo dei bacini acquiferi superficiali e sotterrranei.

Le conseguenze della desertificazione sono molto gravi e spesso irreversibili: la perdità di biodiversità, l’impoverimento dei  suoli e la perdita di fertilità, la salinizzazione (cioè l’accumulo nel suolo di sali solubili che compromettono la sua qualità fisica e biologica), l’aumento dei fenomeni erosivi e degli smottamenti, la contaminazione dei terreni e le manifestazioni climatiche estreme.

Il fenomeno della desertificazione è di dimensioni mondiali. Secondo le stime del Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (United Nations Enviroment Programme – Unep), un terzo delle terre del Pianeta è minacciato dalla desertificazione. Le esistenze di più di un miliardo di persone in oltre cento nazioni sono così messe a rischio dal momento che la coltivazione e il pascolo diventano meno produttivi. Il degrado dei suoli affligge fortemente la capacità di produrre grano (che rappresenta il 75% del cibo di tutta la Terra) e minaccia la possibilità di soddisfare le esigenze alimentari della crescente popolazione.

Una superficie pari a 1,2 miliardi di ettari, l’11% della superficie vegetale della Terra, negli ultimi 45 anni è stata fortemente degradata dalle attività agricole dell’uomo e si stima che circa 5 – 12 milioni di ettari vengano ogni anno perduti alle possibilità di sfruttamento agricolo.

Il fenomeno è più consistente in Africa, dove è degradato circa il 65% dei terreni agricoli ma anche in America latina (51%), in Asia (38%) e nell’America settentrionale (34%).

La desertificazione è un fenomeno che sembra molto distante dalle nostre regioni, ma non è così: anche in Italia si teme che alcune aree del Meridione, della Sicilia e della Sardegna possano essere soggette a tale fenomeno.