senofonte
Busto in marmo di Senofonte collocato presso la Biblioteca Alexandrina, Alessandria, Egitto

Riassunto di Letteratura Greca. Senofonte: vita, contesto storico, opere, lingua e stile.

Senofonte: la vita e il contesto storico

Senofonte nacque ad Atene fra il 430 e il 425 a.C.; apparteneva ad una famiglia agiata, del ceto dei latifondisti e dei cavalieri. La sua formazione, tipicamente aristocratica, avvenne nel corso della guerra del Peloponneso; fu allievo di Socrate e di Prodico.

Le sue simpatie politiche furono oligarchiche; quando la guerra finì, militò nella cavalleria dei Trenta tiranni.

Allorché Trasibulo restaurò la democrazia, Senofonte preferì allontanarsi da Atene, accettando l’invito del tebano Prosseno che reclutava mercenari greci in Asia Minore per conto di Ciro il Giovane per una campagna militare, finalizzata (come si scoprì in seguito) a detronizzare il fratello Artaserse II, re di Persia.

Nel corso della spedizione, a Cunassa nei pressi di Babilonia (401 a.C.) Ciro fu sconfitto e cadde in battaglia; Prosseno e gli altri strateghi furono uccisi con l’inganno dal satrapo Tissaferne. Senofonte, che fino a quel momento aveva partecipato alla spedizione senza una mansione ben precisa, assunse la guida della ritirata dei Diecimila, conducendoli attraverso un territorio pericoloso e ignoto con una marcia lunghissima e difficile, che narrò poi nella sua Anabasi; infine i superstiti arrivarono felicemente a Trapezunte sul Mar Nero.

Senofonte rimase poi in Asia con le truppe spartane; qui strinse amicizia con il re spartano Agesilao; tornò poi con lui in Grecia, stabilendosi a Sparta.

Nel 394 a.C. combatté con gli Spartani a Coronea, in Beozia, contro una lega antispartana di cui facevano parte i suoi concittadini ateniesi; in questa occasione Senofonte dovette essere bandito da Atene per tradimento (ma forse era già stato esiliato qualche anno prima).

Agesilao premiò Senofonte per la sua fedeltà donandogli una tenuta a Scillunte, in Trifilia, nei pressi di Olimpia; qui lo storico si stabilì con la moglie Filesia e i due figli Grillo e Diodoro.

Il suo fu un esilio felice durante il quale si dedicò alla caccia, alla pesca, all’agricoltura, all’amministrazione della tenuta e alla redazione delle sue opere.

Quando nel 371 i Tebani sconfissero gli Spartani nel corso della battaglia di Leuttra e misero fine all’egemonia lacedemone, Senofonte perse la sua proprietà; si rifugiò allora a Corinto.

Negli anni successivi gli fu revocato l’esilio (Atene in quegli anni si andava riaccostando a Sparta in funzione antitebana).

Non si sa se Senofonte sia mai tornato nella sua città natale; i suoi figli però parteciparono come cavalieri alla battaglia di Mantinea (362) e Grillo vi trovò la morte. Probabilmente Senofonte morì a Corinto intorno al 355/354 a.C.

Senofonte: opere

L’opera principale di Senofonte è l’Anabasi (letteralmente significa «Salita», nel senso di «Marcia verso l’interno»), in sette libri. L’Anabasi narra e descrive la spedizione di Ciro il Giovane contro il fratello Artaserse re di Persia, la sua sconfitta e morte a Cunassa e la lunga ritirata, tra il 401 a.C. e il 399 a.C., dei diecimila mercenari greci, guidati dallo stesso Senofonte, che si cela dietro il pseudonimo di Temistogene (per un approfondimento leggi Anabasi: riassunto dell’opera).

Le Elleniche sono invece una storia della Grecia in sette libri, che narrano gli eventi compresi fra il 411 a.C. (anno in cui terminava l’opera di Tucidide) e il 362 a.C. (battaglia di Mantinea). Le fonti sono spesso rappresentate dai ricordi personali dell’autore o dei suoi amici e piuttosto che indagare sui fatti salienti Senofonte preferisce dilungarsi in accuratissimi resoconti di battaglie dove può mettere a frutto la sua esperienza di uomo d’armi, o in descrizioni di scene particolarmente drammatiche. Frequente, infine, l’impiego dei discorsi per descrivere e caratterizzare un personaggio. Assenza quindi di profondità analitica.

Nella Costituzione di Sparta loda la costituzione di Licurgo e la sua ferrea disciplina, che avevano consentito alla città di gettare le basi per la propria grandezza.

L’Agesilao è un appassionato encomio, condotto secondo i canoni retorici, del generale spartano che Senofonte apprezzò e stimò, considerandolo esempio insuperabile di tutte le virtù civili e militari.

In Ierone si discute se la condizione del tiranno sia preferibile a quella del semplice cittadino. È redatto in forma di dialogo fra il tiranno Ierone e il poeta Simonide, ospite alla sua corte. Questi, incuriosito dal fatto che Ierone, prima di diventare tiranno, era stato un semplice cittadino, gli chiede quali differenze ha riscontrato tra i due regimi di vita, per capire quale sia preferibile. A dispetto dell’opinione generale che vorrebbe la vita dei potenti circondata da agi e da quant’altro si possa desiderare, il dialogo intende dimostrare che la vita di un privato cittadino è di gran lunga preferibile a quella del tiranno, beata e serena solo in apparenza.

La Ciropedia (o Educazione di Ciro) è una biografia romanzata di Ciro il Vecchio, fondatore dell’impero achemenide e della potenza persiana.

Altre opere di Senofonte:

  • Opere socratiche. Apologia di Socrate, Ricordi di Socrate, Economico, Simposio: rapida descrizione della dottrina socratica; vi si ribadisce la religiosità e il rispetto del maestro per le leggi.
  • Opere tecniche. Ipparchico, Trattato sull’equitazione, Trattato sulla caccia, Entrate finanziarie: semplice informazione documentaria.

Senofonte: lingua e stile

Gli antichi elogiavano Senofonte per la semplicità e la scorrevolezza nello stile, tanto da meritare l’appellativo di “ape attica” o “Musa attica”. Tuttavia, la lingua usata dall’autore non è l’attico puro, ma un attico contaminato da ionismi, da dorismi e da parole che preludono alla koiné.