Traversando la Maremma toscana di Giosuè Carducci

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Traversando la Maremma toscana di Giosuè Carducci, parafrasi, commento, analisi delle figure retoriche
Traversando la Maremma toscana di Giosue Carducci, parafrasi, commento, analisi delle figure retoriche

Traversando la Maremma toscana è un sonetto scritto da Giosuè Carducci nel 1885 e fa parte delle Rime nuove.

Lo schema metrico è ABAB ABAB CDC DCD.

Traversando la Maremma toscana parafrasi

Terra a me cara, dalla quale ho ereditato il carattere fiero e la poesia orgogliosa, e l’animo dove odio e amore non si acquietano mai, finalmente ti rivedo, e il cuore mi sobbalza in questo momento.

Riconosco bene in te gli aspetti noti, incerto se ridere o piangere, e in quegli aspetti ritrovo le tracce dei miei sogni di un tempo vaganti dietro le illusioni della gioventù.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu inutile; e sempre corsi, ma mai raggiunsi la meta che mi ero prefissa; e presto morirò. Ma da lontano

mi invitano alla pace le tue colline che sembrano sfumare nella nebbia e la verde pianura gradevole con le piogge del mattino.

Traversando la Maremma toscana commento

È ispirato a un viaggio in treno da Livorno a Roma, durante il quale il poeta attraversa quella Maremma toscana in cui ha trascorso la sua infanzia e la sua giovinezza. Contempla dal finestrino l’aspro paesaggio e rivede i luoghi che gli sono stati tanto cari: spontaneamente nasce una specie di intimo colloquio con la sua terra.

Traversando la Maremma toscana analisi

La poesia è incentrata sull’amarezza del confronto fra le illusioni giovanili e la delusione che sopraggiunge nella maturità.

Nella prima strofa prevale la dolce visione del paesaggio, espressa con una sintassi avvolgente: un unico periodo occupa l’intera quartina.

Nella seconda strofa il poeta rievoca la propria giovinezza: un periodo ugualmente lungo ricorda i sogni che correvano dietro le illusioni giovanili.

Nella terza strofa dominano la delusione per il presente, l’insoddisfazione per ciò che il poeta non è riuscito a realizzare e il presagio della morte; qui il ritmo è cadenzato e scansito dalla punteggiatura.

Nell’ultima terzina, infine, è protagonista la pace del paesaggio collinare, nella cui nebbia, illuminata dal primo sole dell’alba, sembra dissolversi anche il tormentato dissidio del cuore del poeta.

Traversando la Maremma toscana figure retoriche

Per quanto riguarda l’uso delle figure retoriche, il poeta ricorre spesso alla figura retorica dell’antitesi, per esprimere il contrasto tematico tra la dolcezza del ricordo e la delusione e l’amarezza del presente: dolce /fiero, sdegnoso; odio/amor; sorriso/pianto; ridente/ pioggie.

Vi sono poi gli enjambement nei vv. 1-2; 5-6; 7-8; 11-12; 13-14. Chiasmo al verso 2 (nome/aggettivo – aggettivo/nome). Anastrofi ai versi 3, 5, 7, 10.

Allitterazioni nei versi 1 e 14 (lettera e); verso 2 (lettera o); verso 3 (lettera d); versi 7 e 10 (lettera s); verso 9 (lettera a-i).