battaglia di adrianopoli 9 agosto 378

La Battaglia di Adrianopoli, in Tracia, ha luogo il 9 agosto del 378 d.C. I Visigoti (o Goti dell’Ovest) sconfiggono l’esercito di Roma mostrando per la prima volta la debolezza dell’Impero.

Nel 374-375 la bellicosa tribù degli Unni, gente nomade di origine mongola, si muove verso Occidente e oltrepassa il Volga sospingendo la popolazione germanica dei Visigoti (o Goti dell’Ovest) verso le frontiere romane.

L’imperatore d’Oriente Valente (364-378) constata che i suoi eserciti non sono adeguati a fronteggiare questa nuova minaccia e tenta una soluzione pacifica.

Dal momento che i Visigoti desiderano insediarsi nell’Impero di Roma e sono disponibili a militare negli eserciti romani, egli li accoglie in Tracia, arruolandoli come soldati. Ma la convivenza tra la popolazione romana e i barbari si dimostra ben presto impossibile.

I Romani ostentano infatti disprezzo per i barbari e ne respingono l’integrazione; i funzionari imperiali li sottopongono a vessazioni di ogni tipo.

I Visigoti, unitisi a bande di Alani e di Ostrogoti (o Goti orientali), prendono quindi a devastare la penisola balcanica.

L’imperatore d’Oriente Valente decide di affrontarli in modo affrettato e con truppe insufficienti, senza attendere l’arrivo delle legioni dell’augusto d’Occidente, Graziano (375-383).

E così il 9 agosto del 378 d.C. , nella battaglia di Adrianopoli in Tracia, Roma subisce una delle più gravi sconfitte della sua storia, una sconfitta tanto grave da essere paragonata a quella di Canne. L’esercito di Roma è annientato e lo stesso Valente perde la vita.

L’esito della battaglia di Adrianopoli mostra chiaramente che i rapporti di forza tra Roma e i barbari si sono rovesciati a vantaggio di questi ultimi.

Dopo la sconfitta di Adrianopoli, con le province orientali minacciate dai Visigoti, l’augusto d’Occidente Graziano nomina augusto d’Oriente il generale di origine spagnola Teodosio (379). Teodosio comprende l’impossibilità di fronteggiare i Visigoti con la sola forza militare e inaugura una politica di compromesso con i popoli germanici.

Così nel 382 Teodosio riconosce per la prima volta a un popolo germanico lo status di alleati (foederati) dell’Impero. I Goti si impegnano a prestare servizio nell’esercito romano e in cambio è esteso loro il regime dell’ospitalità (hospitalitas). L’ospitaità prevede che funzionari e militari dell’Impero ricevano viveri e alloggi nelle zone dove si acquartierano. I magazzini pubblici mettono a disposizione viveri, mentre un terzo delle abitazioni sono requisite per le necessità dell’esercito per la durata delle operazioni militari.

Si tratta quindi di assegnazioni temporanee, ma col tempo diventa sempre più difficile fare a meno dell’apporto dei germani nell’esercito e impedire che i loro stanziamenti diventino del tutto stabili. Per il momento, comunque, Teodosio riesce a neutralizzare la minaccia visigota e a ridare tranquillità alle zone orientali dell’Impero.