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Akhenaton, il faraone eretico Amenofi IV

Akhenaton, ma prima ancora il suo nome era Amenofi IV, faraone della diciottesima dinastia egizia (Nuovo Regno), è in particolare ricordato come “il faraone eretico” per il suo tentativo di riforma religiosa.

Amenofi IV/Akhenaton e la riforma religiosa

Amenofi IV regnò in Egitto per 17 anni, dal 1351 al 1334 a.C. Durante il suo regno, tentò d’imporre una forma di monoteismo (religione che ammette l’esistenza di un solo dio) fondata sul culto del dio Sole, Aton, cancellando il tradizionale politeismo egizio.

Cambiò quindi il suo nome in Akhenaton («Gradito ad Aton»); abbandonò la capitale Tebe e fondò una nuova capitale, Akhetaton («Orizzonte di Aton, l’odierna El Amarna), nella quale si trasferì con la sua sposa Nefertiti e con la corte.

Tentò inoltre di cancellare i culti di tutte le altre divinità egizie, primo fra tutti Amon, il dio più importante del pantheon egizio. Il suo tentativo però fu fortemente osteggiato dal clero, che si vedeva privato dei propri privilegi; rimase incompreso dal popolo che restò attaccato alle vecchie tradizioni.

Dopo la sua morte si scatenò una violenta controriforma: il culto del dio Amon e degli altri dèi venne ripristinato; il clero tebano riprese il suo potere; il nome di Akhenaton venne maledetto e cancellato dalle liste reali; la capitale Akhetaton venne abbandonata.

Le conseguenze della riforma religiosa in politica estera

Il tentativo di riforma religiosa attuato portò il faraone Amenofi IV a trascurare la politica estera, a tutto vantaggio della nascente potenza del popolo Ittita, che ne approfittò per occupare alcuni territori asiatici tributari dell’Egitto. Lo scontro con gli Ittiti ebbe il suo  momento decisivo sotto il faraone Ramses II, che li affrontò nella battaglia di Qadesh.

Akhenaton e lo stile amarniano o arte amarniana

La riforma religiosa di Akhenaton ebbe delle conseguenze anche in campo artistico. Durante il suo regno, nelle arti figurative e nella scultura, si osserva infatti un parziale distacco dalle convenzioni.

Il nuovo stile, detto stile amarniano o arte amarniana dal nome della località di Tell-el Amarna, capitale del regno di Akhenaton, doveva esprimere amore per la vita e descriverla nella sua essenza più intima e individuale.

L’arte diventa più naturalistica e le statue rispecchiano le reali fattezze del personaggio rappresentato, anche se si tratta del faraone e della sua sposa. Ne è un esempio il celebre Busto della regina Nefertiti.

In alcune opere, poi, Amenofi IV e la sua sposa Nefertiti furono mostrati in atteggiamenti confidenziali, cosa questa davvero inconsueta per due sovrani divinizzati. Per la prima volta, nella storia dell’antico Egitto, un faraone veniva rappresentato mentre tiene affettuosamente in braccio alcune delle sue figlie (ne ebbe sei con la sua sposa Nefertiti), abbracciandole e baciandole con atteggiamento quasi materno.

Dai ritratti a figura intera, scopriamo che Akhenaton aveva spalle e fianchi stretti; bacino ampio, quasi femminile; pancia pronunciata; cosce grosse e tonde. Si tratta di immagini di un verismo esagerato, molto lontane dalle precedenti, in cui i faraoni erano mostrati come divinità dalla bellezza ideale.

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