elena tragedia di euripide
Jacques Louis David, L'amore di Paride ed Elena, particolare

Riassunto di letteratura greca. Elena tragedia di Euripide.

Elena fu composta da Euripide nel 412 a.C. Non si conoscono né i titoli delle altre due tragedie della trilogia, né quello del dramma satiresco, né infine i risultati del concorso drammatico.

Euripide “annunciò” l’Elena negli ultimi versi dell’Elettra (vv. 1277-1281): «Elena […] non è mai andata in Frigia. Zeus, per far nascere contesa e strage di uomini, il fantasma di Elena inviò a Ilio».

Elena andò in scena in un clima di profonda sfiducia su tutto, dèi compresi, per la disastrosa conclusione della spedizione ateniese in Sicilia.

Elena tragedia di Euripide: la trama

La guerra di Troia volge al termine. Elena, per un prodigio operato da Era, si trova in Egitto mentre a Ilio è andato semplicemente un suo simulacro.

Il violento e dispotico Teoclimeno, figlio del buon re Proteo, che protesse Elena fino alla morte, ora vuole che Elena diventi sua moglie. Per sfuggirgli Elena si è rifugiata supplice presso la tomba di Proteo.

Sopraggiunge Teucro, di ritorno da Troia, e racconta a Elena (senza riconoscerla) la triste sorte di Menelao: egli è perito nei flutti insieme alla moglie. Elena disperata vorrebbe uccidersi, ma per consiglio del coro decide di interrogare prima la profetessa Teonoe, sorella di Teoclimeno. Questa le dice che Menelao è ancora vivo ed Elena torna alla tomba di Proteo.

Giunge, frattanto, scampato miracolosamente dal naufragio, Menelao, il quale apprende dalla custode della reggia che Elena è lì viva. Menelao non comprende, in quanto ha lasciato in una antro il simulacro che aveva condotto con sé da Troia e che egli riteneva essere appunto Elena in carne e ossa. Elena, a sua volta, riconosce Menelao e viene finalmente da lui riconosciuta.

Ora bisogna pensare alla fuga. Elena, assunta acconciatura di lutto, convince Teoclimeno a consentirle di rendere al marito gli onori funebri sul mare. Saliti sulla nave posta a loro disposizione da Teoclimeno (esultante perché pensa che finalmente potrà avere Elena in sposa), Menelao e alcuni compagni (ovviamente con Elena) appena giunti al largo si sbarazzano degli uomini di Teoclimeno e fanno vela verso la Grecia.

Teoclimeno, infuriato per l’inganno in cui è ingenuamente caduto, vorrebbe uccidere Teonoe, che ha aiutato i fuggitivi. Il coro, però, lo convince a risparmiare la sorella. Ella, in sostanza, gli ha impedito di compiere un atto empio, come gli dicono i Dioscuri che compaiono sulla scena, ex machina, a concludere la tragedia. Essi annunziano che Elena, alla fine della vita, diverrà una dea, mentre Menelao dimorerà felice nelle isole dei beati.

Per un approfondimento leggi Le tragedie di Euripide: caratteri, trame, personaggi