La regina egizia Nefertiti, il cui nome significa “la bella è giunta”, è ricordata come una delle donne più affascinanti dell’antichità, dalla bellezza addirittura proverbiale. Così come Nefertari, Nefertiti è stata donna e regina di grande personalità, che osò sfidare le antiche tradizioni dell’antico Egitto.
Chi era Nefertiti: origini e significato del nome
In considerazione del suo nome alcuni egittolici ritengono che Nefertiti era di origine straniera, e che sia “giunta”, ossia arrivata, in Egitto da lontano. Ma non esistono altri indizi. È più probabile che Nefertiti, per i suoi contemporanei, fosse “giunta” dal cielo, donata al re e al mondo dalla benevolenza degli dèi.
Nefertiti e Akhenaton: la rivoluzione di Aton
Le uniche cose della sua vita che si sanno con certezza è che era la moglie del faraone Amenofi IV (cambiò poi nome in Akhenaton), sovrano appartenente alla XVIII dinastia (Nuovo Regno), che regnò in Egitto per circa 17 anni, dal 1351 a.C. al 1334 a.C. Da lui ebbe sei figlie. Si sa pure che non era imparentata con il faraone, anche se questi aveva almeno cinque sorelle minori, legittimamente destinate a sposarlo, com’era uso allora in Egitto, e a regnare al suo fianco.
Durante questo periodo, Amenofi IV e Nefertiti fondarono insieme una nuova religione basata sul culto e l’adorazione di un solo dio, il dio Sole Aton. Amenofi cambiò allora il proprio nome in Akhenaton, “gradito ad Aton” e abolì tutti gli idoli, gli antichi rituali legati alla morte, i sacrifici animali. Inoltre, poiché a quei tempi soltanto i sacerdoti e i faraoni potevano celebrare i riti religiosi, Akhenaton ordinò che anche Nefertiti potesse farlo, dandole un potere che nessuna donna aveva mai avuto.
Nefertiti faraone? Ipotesi sul suo regno come Neferneferuaten
Alcune recenti scoperte archeologiche, fanno pensare che, alla morte del marito, abbia continuato a regnare da sola, con il nome di Smenkhara, poiché il figliastro Tutankhamon (figlio dello stesso Akhenaton e di una donna mai identificata con certezza) aveva allora soltanto 9 anni. Ma queste sono solo ipotesi.
Cosa sappiamo della morte e della tomba di Nefertiti
La tomba di Nefertiti non è mai stata ritrovata, eppure secondo la tradizione la regina avrebbe dovuto essere sepolta vicino alla tomba di Akhenaton.
Il busto di Nefertiti: dove si trova e perché è famoso
Della regina Nefertiti, celebrata per la sua straordinaria bellezza, sono rimasti numerosi ritratti. In particolare il celebre busto noto come Busto di Nefertiti.
Cronologia in breve
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1353–1346 a.C. (primi anni del regno di Akhenaton): Nefertiti è ben documentata nelle iscrizioni di Amarna come grande sposa reale e figura centrale del nuovo culto di Aton.
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1340–1338 a.C. circa (anno 12 di Akhenaton): intorno al dodicesimo anno di regno del faraone, Nefertiti scompare dalle rappresentazioni ufficiali; molti egittologi collocano in questo intervallo la sua possibile morte, pur senza prove dirette.
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1338–1336 a.C. circa (ultimi anni di Akhenaton): alcune ipotesi sostengono che Nefertiti possa aver regnato come coreggente o sovrana con il nome di Neferneferuaten in questo periodo, rendendo ancora più incerta la data esatta della sua scomparsa.
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1336–1332 a.C. circa (abbandono di Amarna e trasferimenti nelle necropoli tebane): la corte lascia Amarna e parte delle sepolture reali viene spostata verso la Valle dei Re; è possibile che anche i resti di Nefertiti siano stati trasferiti, ma non ci sono conferme archeologiche.
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Dal XIV secolo a.C. a oggi: tra il XIV sec. a.C. e l’età moderna restano solo tracce indirette; ricerche recenti (XX–XXI secolo) hanno avanzato ipotesi su tombe come KV21 o su camere nascoste in KV62 (Tutankhamon), ma nessuna identificazione della mummia di Nefertiti è stata dimostrata.
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XXI secolo (stato attuale degli studi): nonostante analisi archeologiche, radar e studi sul DNA, il luogo di sepoltura e la mummia di Nefertiti restano sconosciuti, e la sua morte continua a essere uno dei misteri più discussi dell’egittologia.

