Colazione sull'erba di Edouard Manet
Edouard Manet, Colazione sull'erba, (Déjeuner sur l'herbe) 1863, olio su tela, 208 x 264 cm, Parigi, Musée d'Orsay

Per questo celebre dipinto, Colazione sull’erba, Edouard Manet si rifà a due opere antiche, il Concerto campestre di Tiziano (allora attribuita a Giorgione) e il particolare del Giudizio di Paride, una stampa di Marco Antonio Raimondi, tratta da un disegno di Raffaello.

Concerto campestre e GIudizio di Paride
Concerto campestre di Tiziano e Giudizio di Paride di Marco Antonio Raimondi

 

Nel dipinto Colazione sull’erba di Edouard Manet, la donna in primo piano è Victorine Meuret; accanto a lei il fratello di Manet, Gustave, e, con la barba, lo scultore olandese, Ferdinand Leenhoff, fratello della moglie dell’artista, Suzanne, forse identificabile nella seconda donna in fondo.

Rifiutato al Salon di Parigi del 1863, il dipinto Colazione sull’erba viene esposto al Salon de Refusés voluto da Napoleone III dopo i reclami per le selezioni alquanto severe operate dalla rigorosissima giuria del Salon ufficiale, che si proponeva il compito di sostenere la supremazia delle regole accademiche.
Il clima, già teso, si fa incandescente quando i settemila visitatori che si accalcano il giorno della inaugurazione si trovano di fronte a quello che la critica, scandalizzata, definisce “un vero e proprio oltraggio alle regole della prospettiva e della morale”: sembrava che Manet si burlasse non solo della morale e del buon gusto, ma anche della tradizione pittorica.

Lo scandalo e le feroci polemiche si ripetono ancora più accese e violente due anni dopo, quando il Salon de Refusés espone la sua Olympia.

Edouard Manet, Olympia, 1863, olio su tela, Parigi, Musée d'Orsay
Edouard Manet, Olympia, 1863, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

Questi due dipinti attirano su Manet l’ammirazione entusiastica dei giovani, scontenti degli insegnamenti tradizionali. Senza averne l’intenzione Manet si ritrova nella scomoda e per lui imbarazzante posizione di leader del gruppo impressionista (Manet non ha partecipato a nessuna delle otto mostre da loro organizzate).

In effetti Manet in Colazione sull’erba aveva adottato un impianto compositivo di matrice classica. Il suo riferimento alla tradizione era voluto e meditato, come rigorosa e attentamente studiata era la composizione di forme e colori. Ogni elemento contenuto in Colazione sull’erba ha una sua precisa ragione: la massa bianca della ragazza nuda in primo piano equilibria quella nera del giovane sulla destra; la natura morta in basso a sinistra si dispone lungo un’ordinata diagonale che include anche la seconda ragazza in secondo piano. Le quattro figure, apparentemente estranee l’una all’altra, vengono  racchiuse in una forma piramidale, anch’essa desunta dalla tradizione pittorica del Rinascimento.