Ascolta “Storia – Lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944” su Spreaker.
Lo Sbarco in Normandia, nel nord-ovest della Francia, avvenuto il 6 giugno 1944, è la più grande invasione via mare mai realizzata nella storia. Diede inizio all’Operazione Overlord, volta alla liberazione della Francia occupata dai nazisti. In cooperazione con l’Armata Rossa che avanzava da Est, lo scopo era quello di aprire un secondo fronte in Europa, liberare la Francia occupata dai nazisti, per poi avanzare e invadere la Germania nazista e distruggere così il Terzo Reich, costretto alla resa meno di un anno dopo. Questo evento segnò l’inizio della liberazione dell’Europa occidentale occupata dal nazismo e fu uno dei momenti decisivi della Seconda guerra mondiale.
Lo sbarco in Normandia, guidato dal generale statunitense Dwight D. Eisenhower, coinvolse oltre 160 000 soldati americani, inglesi, francesi e canadesi. L’evento è passato alla storia come D-Day perché nel gergo militare inglese questo termine indica l’inizio di una missione. Molti lo conoscono anche come “il giorno più lungo” perché così lo ribattezzò Erwin Rommel, il generale nazista a capo delle forze tedesche, in un discorso con un suo sottoposto: “Le prime ventiquattr’ore dell’invasione saranno decisive: per gli alleati, come per la Germania, quello sarà il giorno più lungo“.
Lo sbarco in Normandia – le cause (perché si decise lo sbarco in Normandia)
Nel 1944 l’Europa era in gran parte sotto il controllo della Germania nazista. L’Unione Sovietica stava avanzando da Est, ma serviva aprire un secondo fronte a Ovest per stringere definitivamente il regime di Hitler in una morsa. Così nacque l’Operazione Overlord, il piano di invasione per liberare la Francia occupata dai nazisti, decisa durante la Conferenza di Teheran, capitale dell’Iran, tenutasi dal 28 novembre al 1° dicembre 1943, fra Franklin Delano Roosevelt, presidente degli Stati Uniti, Winston Churchill, primo ministro britannico, e Josif Stalin, capo politico dell’URSS. La Francia costituiva la porta d’accesso obbligata per annientare militarmente il Terzo Reich.
La pianificazione dell’Operazione Overlord
L’Operazione Overlord fu pianificata nei minimi dettagli per mesi e per attuare il piano fu necessario un lungo lavoro di preparazione: addestramenti mirati, ricognizioni fotografiche aeree, azioni di spionaggio, di depistaggio e di sabotamento condotte insieme ai partigiani francesi, oltre a un eccezionale spiegamento di mezzi: 9 divisioni, oltre 4000 imbarcazioni per il trasporto dei soldati di fanteria, 13000 aerei d’appoggio, 702 navi da battaglia, 20.000 paracadutisti, smistati in tre divisioni, che furono lanciati dietro le prime linee. Ma, soprattutto, più di 160.000 soldati americani, inglesi, francesi e canadesi.
6 giugno 1944: inizia l’Operazione Overlord con lo sbarco in Normandia
Operazione Neptune
All’alba del 6 giugno 1944 (era martedì), dopo una massiccia campagna di bombardamenti aerei e navali, ebbe inizio lo sbarco vero e proprio, chiamato in codice Operazione Neptune, lungo le coste della Normandia, nel nord-ovest della Francia. Lo sbarco lungo le coste della Normandia colse impreparate le truppe tedesche. I tedeschi, infatti, erano consapevoli che gli Alleati avrebbero invaso la Francia, ma erano convinti che il punto principale dello sbarco sarebbe stato Calais, dove il Vallo Atlantico era stato particolarmente fortificato ed era schierata la maggior parte delle truppe tedesche.
Il piano degli Alleati
L’attacco degli Alleati era stato progettato per coprire tutto il litorale della Normandia, diviso in cinque settori di sbarco, lungo le sue cinque grandi spiagge, battezzate con nomi convenzionali: gli americani sbarcarono a Utah Beach e Omaha Beach; i britannici sbarcarono a Gold Beach e a Sword Beach; i canadesi sbarcarono a Juno Beach. L’intento era quello di confondere le truppe tedesche e disperdere le loro energie, contando anche sull’aiuto della flotta aerea che sganciò migliaia di bombe durante lo sbarco, mentre, nella notte precedente lo sbarco, era avvenuto un imponente lancio di uomini tra paracadutisti e truppe aviotrasportate per proteggere i fianchi dell’area di sbarco, conquistare ponti strategici, distruggere batterie di artiglieria tedesche e bloccare le vie di rinforzo nemiche.
Il comando dell’operazione fu affidato al futuro presidente degli Stati Uniti, il generale statunitense Dwight David Eisenhower. Ma un altro grande protagonista dello sbarco fu senza dubbio il generale britannico Bernard Montgomery, a capo del corpo di spedizione della 21esima armata.
Gli Alleati portano a termine le operazioni con successo
Nonostante la resistenza tedesca, soprattutto a Omaha Beach, gli Alleati riuscirono a stabilire una “testa di ponte”, cioè a prendere posizione sulla terra ferma, senza timore di essere ricacciati in mare. Ciò permise la creazione di due moli artificiali, che funzionarono fino a quando non venne conquistato l’importante porto di Cherbourg (29 giugno).
Lo scontro proseguì nell’entroterra fino al 25 agosto 1944, allorché Parigi insorse, scacciò i tedeschi e accolse trionfalmente il generale Charles De Gaulle, che da Londra aveva coordinato la Resistenza francese, ovvero il movimento clandestino che boicottava con attentati le truppe di occupazione naziste.
Fu l’inizio della liberazione dell’Europa continentale dall’occupazione tedesca, durante la Seconda Guerra Mondiale.
In tutta la Normandia cimiteri di guerra, lapidi e musei ricordano ancora oggi ai visitatori uno dei momenti cruciali della Seconda guerra mondiale.

