Guerra fredda
Conferenza di Yalta, 1945, da sinistra: Churchill, Roosevelt e Stalin

Con il termine “guerra fredda” si indica quella fase della storia mondiale del Novecento contrassegnata dalla contrapposizione politica, economica e militare fra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Guerra fredda: quando inizia e quando termina

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Europa si divise in due «blocchi» contrapposti: quello occidentale, guidato dagli Stati Uniti e comprendente Francia, Inghilterra, Italia e altre nazioni; quello «orientale» o «comunista», controllato dall’unione Sovietica, di cui facevano parte, fra l’altro, Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia.

I due blocchi non fecero mai una vera e propria guerra, ma continuarono a costruire armi per minacciarsi l’un l’altro.

Questa situazione durò dal 1945 al 1989.

Guerra fredda ed equilibrio del terrore

Durante questo periodo le due superpotenze USA e URSS costruirono una quantità enorme di armi nucleari, che sarebbero bastate, se fossero state usate, a fare scomparire praticamente ogni forma di vita sul pianeta Terra.

L’Europa e il mondo conobbero così l’«equilibrio del terrore», cioè una pace basata sulla paura di entrambi i «blocchi» di essere completamente distrutti.

Dopo una serie di colloqui, l’8 dicembre 1986 i leader delle due superpotenze, l’americano Ronald Reagan e il russo Michail Gorbaciov, firmarono a Washington un accordo che prevedeva il ritiro delle testate nucleari presenti in Europa.

Il 7 dicembre 1988 Gorbaciov annunciò di fronte all’ONU la riduzione di mezzo milione di uomini nell’Est europeo.

L’anno dopo, nel 1989, crollava il Muro di Berlino, il simbolo della guerra fredda. Nel 1991 cessava di esistere la stessa URSS.

Nel giugno del 1991 si concluse l’accordo denominato START (Strategic Arms Reduction Treaty) che prevedeva la distruzione del 25% delle testate nucleari possedute dalle due superpotenze.

In seguito furono concordate altre distruzione. Nel frattempo però altri Paesi si sono dotati della bomba atomica non tanto allo scopo di farla esplodere, ma piuttosto per usarla come minaccia contro gli altri nemici. L’«equilibrio del terrore», purtroppo, non è ancora finito.