Guerra siriaca, 192-189 a.C. riassunto
L'immagine mostra la situazione nelle regioni orientali al termine delle guerre combattute contro la Macedonia, la Siria, le città greche. Roma esercita ora il dominio diretto dell'intera area greco-macedone, ridotta a provincia romana, e il controllo indiretto di buona parte della penisola anatolica, sottratta ai Seleucidi e assegnata al Regno alleato di Pergamo. Alla morte dell'ultimo re di Pergamo, quest'area entrò a far parte dei domini diretti di Roma come provincia d'Asia.

La guerra siriaca vede contrapposti i Romani contro l’impero seleucide di Antioco III e la Lega etolica, tra il 192 e il 188 a.C. La guerra siriaca si conclude con la vittoria romana.

Nel 192 a.C., contro la continua ingerenza romana nella politica delle città greche, al termine della seconda guerra macedonica, la Lega etolica chiede l’intervento del re di Siria Antioco III (242-187 a.C.). Questi, a sua volta, è preoccupato dell’espandersi di Roma verso Oriente.

Certo di poter contare sull’aiuto dei Greci e su quello dei Macedoni, nel 191 a.C. sbarca in Grecia. Ma solo la Lega etolica lo aiuta.

Il re siriaco è sconfitto dai romani alle Termopili nel 191 a.C. e a Magnesia, in Asia Minore, nel 190 a.C.

Antioco III è costretto ad accettare la pace di Apamea (188 a.C.) a condizioni durissime: cessione della Tracia e della parte occidentale della penisola anatolica al Regno alleato di Pergamo. Alla morte dell’ultimo re di Pergamo quest’area entrerà a far parte dei domini diretti di Roma come provincia d’Asia.

Antioco III morirà durante una spedizione in Oriente nel 187 a.C. lasciando il trono al figlio Seleuco IV già associato al potere nel 188 a.C.

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