fuoco greco
Il fuoco greco, Biblioteca Nazionale Madrid

Tutti gli eserciti antichi hanno usato il fuoco come arma di distruzione. I più grandi maestri nell’impiego bellico del fuoco però sono stati i Bizantini, grazie all’invenzione, verso la fine del VII secolo, del cosiddetto fuoco greco.

Che cos’era il fuoco greco?

Il fuoco greco era una miscela altamente infiammabile, impossibile da spegnere con l’acqua, anzi il combustibile galleggiava e anche il mare bruciava, pertanto neppure chi si gettava in mare dalla nave in fiamme si salvava.

La sua fabbricazione era nota soltanto all’imperatore e a pochi artigiani specializzati. La legge puniva con la morte chiunque avesse divulgato ai nemici questo segreto militare. Tuttavia, le caratteristiche generali del fuoco greco sono oggi abbastanza chiare.

Schema del congegno lanciafiamme

fuoco greco

Il congegno lanciafiamme era composto di alcuni elementi principali: 1. una caldaia per riscaldare il combustibile; 2. una pompa, che introduceva aria nella caldaia e produceva una parte della pressione necessaria all’emissione del liquido; 3. una valvola, che veniva aperta quando la pressione raggiungeva un livello adeguato; 4. un tubo orientabile, dal quale l’olio fuoriusciva infiammandosi, montato sui dromoni, le agili barche a vela e remi bizantine.

Poiché il rischio d’incidenti era altissimo – pensiamo alle conseguenze dell’esplosione di una caldaia posta su una nave di legno -, la manovra era affidata a personale altamente specializzato.

Il fuoco greco era utilizzato anche durante gli assedi: la miscela veniva inserita in vasi di terracotta, avvolti in stracci cui si dava fuoco e lanciati con le catapulte addosso al nemico.

Più difficile determinare la natura della miscela combustibile. La base era costituita dal petrolio, che in varie zone dell’Impero bizantino (in particolare nei pressi del Mar Nero) affiorava naturalmente al suolo. Al petrolio venivano certamente aggiunte resine che ne accrescevano l’infiammabilità, ma non si conosce con esattezza quali. Nelle battaglie navali la miscela veniva forse arricchita con polvere di calce viva, per produrre un’accensione spontanea quando il combustibile entrava a contatto con l’acqua; oppure veniva arricchita con zolfo, per provocare fumi più densi e tossici.

Grazie al fuoco greco i Bizantini riuscirono per secoli a difendersi dai loro numerosi nemici.
La definitiva scomparsa del fuoco greco fu determinata dalla scoperta di un’arma ben più potente: la polvere da sparo.