Il Realismo in arte: caratteristiche e pittori

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Il Realismo in arte caratteristiche e pittori

Il Realismo in arte si impose di rappresentare la realtà sociale così com’era, senza esagerazioni né abbellimenti.

Il Realismo francese

Corrente letteraria e artistica, il Realismo nacque a Parigi a metà del 1800. Caratterizzato dalla rappresentazione della realtà delle persone umili, traeva ispirazione anche dalle rivendicazioni avanzate in quegli anni da coloro che appartenevano ai ceti sociali più disagiati.

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Il Realismo in arte caratteristiche

In un’epoca in cui i quadri di grandi dimensioni erano riservati ai temi storici e la raffigurazione di personaggi umili era poco considerata, i pittori realisti dipinsero a grandezza naturale contadini, operai ed eventi quotidiani.

Senza idealizzare o drammatizzare, descrissero in modo chiaro e semplice la realtà degli umili. Il loro intento, infatti, era denunciare le ingiustizie sociali del tempo attraverso la forza della verità impressa nei quadri.

Pittori realisti

Gustave Courbet (1819-1877) è considerato il fondatore del Realismo. Fu lui a dare il nome a questo tipo di pittura, esponendo i suoi dipinti in quello che chiamò il «Padiglione del Realismo». L’evento sancì la nascita ufficiale del Realismo (1855), senza però definire regole precise. Ogni artista infatti scelse liberamente temi e modi per raggiungere l’obiettivo comune. Tra le opere più famose di Courbet, Gli spaccapietre e Funerale a Ornans.

Oltre a Courbet, gli artisti principali di questo movimento sono i francesi Honoré Daumier e Jean-François Millet.

Honoré Daumier (1808-1879), un altro grande artista del Realismo pittura, fa dell’arte uno strumento di denuncia della povertà e dell’ingiustizia sociale, criticando esplicitamente politici e borghesi in caricature e disegni satirici. Uno dei suoi capolavori è Il vagone di terza classe, nel quale il pittore mette in evidenza la miseria e la povertà dei ceti sociali più disagiati.

Jean-François Millet (1818-1875) nelle proprie opere rappresenta la vita dei campi e il lavoro dei contadini, che conosce bene perché egli stesso proviene da una famiglia di agricoltori. I suoi quadri sono meno crudi di quelli di Courbet. Anche dove sono rappresentati il duro lavoro nei campi e gli interni di abitazioni talvolta squallide, le atmosfere sono sempre pervase da una grande serenità e non di rado i colori vivaci conferiscono alle tele di Millet una leggerezza che sembra contrastare con la pesantezza della vita contadina.

Dalla Francia la pittura realista, che rifiutava sia le convenzioni accademiche sia il sentimentalismo romantico, si diffuse in tutta Europa.

Il Realismo arte in Italia: i Macchiaioli

In Italia il Realismo francese trova espressione nel movimento dei Macchiaioli. I Macchiaioli furono attivi in Toscana tra il 1855 e il 1870 circa.

Essi dipingevano paesaggi e scene di vita quotidiana, osservata e dipinta dal vero (en plein air), senza ricorrere al disegno, ma accostando sulla tela macchie di colore contrastanti (chiari e scuri). Per questo furono chiamati “Macchiaioli”.

I dipinti rappresentavano scene di vita rurale e domestica e raffiguravano il lavoro contadino, i paesaggi di campagna e gli interni piccolo-borghesi.

Una parte importante della produzione pittorica dei Macchiaioli è dedicata ai quadri di soggetto risorgimentale, che illustrano gli episodi delle guerre di indipendenza italiane.

Pittori macchiaioli

Tra i principali pittori italiani esponenti del movimento troviamo Giovanni Fattori (1825-1908), Telemaco Signorini (1835-1901) e Silvestro Lega (1826-1895).