Il vino nell’antica Grecia

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Il vino nell’antica Grecia aveva una grande importanza culturale così come nell’antica Roma (per un approfondimento leggi Il vino nell’antica Roma).

Per i moderni, il vino deve essere consumato puro, e la pratica di diluirlo nell’acqua è considerata aberrante.

Per i Greci era vero il contrario. Il vino puro era infatti considerato una sorte di veleno, una droga pericolosa, che faceva uscire l’uomo di senno. Per questo, secondo il mito, Anfizione, figlio di Deucalione e Pirra (i sopravvissuti al diluvio), prescrisse di diluire il vino con l’acqua con l’intento di mitigarne gli effetti alcolici.

Come si consumava il vino nell’antica Grecia

Il vino nell’antica Grecia aveva una gradazione alcolica altissima. Ciò era dovuto al fatto che la vendemmia si svolgeva molto tardi: mescolarlo con l’acqua era dunque indispensabile; solitamente si univano tre o quattro parti d’acqua e una di vino.

La tecnica della fermentazione nei tini era poco sviluppata, e per conservare la bevanda i Greci la mescolavano anche a varie sostanze e aromi, come il timo, la menta, la cannella, il miele.

Il vino destinato a un rapido consumo era contenuto in otri di pelle e in piccole giare; quello destinato a un conusmo non immediato era invece conservato in grandi giare e in anfore di terracotta, spalmate di pece all’interno per impermeabilizzarle.

Esistevano varie qualità di vino. C’erano i vini comuni, che costavano poco e che si trovavano in ogni osteria; e i vini di lusso, prodotti in quantità limitate, bevuti solo alle tavole dei ricchi.

Il vino, Dioniso e il simposio

Culti e feste celebravano periodicamente questo splendido dono del dio Dioniso, il dio della baldoria e del vino.

Secondo il mito, Dioniso insegnò al giovane Oreste, il figlio di Agamennone e Clitennestra, l’arte di fare il vino e la capacità di coltivare la vite.

Le bevute di vino erano poi l’elemento centrale del simposio, un’usanza che aveva nella società greca un ruolo molto importante.

Oltre al vino, gli antichi Greci bevevano latte, soprattutto di capra e una miscela d’acqua e di miele, l’idromele.

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