lingue indoeuropee

Le lingue indoeuropee comprendono una famiglia di lingue con origine comune, parlate oggi in gran parte del globo.

Lingue indoeuropee – le origini

A partire dal 3000 a.C. alcune tribù di una popolazione indoeuropea, collocata nelle pianure della Russia meridionale, si separarono e migrarono verso le odierne Europa, India e Asia.

Diedero quindi vita a uno spostamento di persone, merci, culture e lingue che segnò l’inizio delle prime civiltà antiche.

Nei nuovi territori dove tali tribù si insediarono portarono la propria lingua, che si fuse con quella locale, generando lingue nuove, diverse tra loro, ma con molti elementi in comune.

Quali sono

Tra le lingue indoeuropee riconosciamo tre gruppi principali:

  • le lingue neolatine, come l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese, il romeno, il catalano, il ladino.
    Esse, come suggerisce il nome, derivano dal latino. Il latino si impose in larga parte d’Europa all’epoca dell’Impero romano. Alla caduta di Roma, nel V secolo d.C., si fuse con le lingue degli invasori.
    Sono parlate da circa 200 milioni di persone, per lo più nell’Europa occidentale e meridionale;

 

  • lingue germaniche, come l’inglese, il tedesco, l’olandese, il danese, lo svedese e il norvegese.
    Trovano origine negli idiomi introdotti in Europa dai popoli germanici, che abitavano un tempo la pianura tedesca e che poi migrarono verso est e verso sud, penetrando anche all’interno dell’Impero romano.
    Oggi sono parlate anch’esse da circa 200 milioni di persone nell’Europa centrale e nord-occidentale;

 

  • le lingue slave, come il russo, l’ucraino, il bielorusso, il polacco, il ceco, lo slovacco, il bulgaro, il serbo-croato e lo sloveno.
    Derivano dagli idiomi delle tribù che anticamente abitavano il territorio oggi corrispondente alla Polonia; poi, nei primi secoli dopo Cristo, occuparono larghe aree in direzione della Russia e della penisola balcanica.
    Oggi sono parlate da circa 300 milioni di persone nell’Europa orientale.

Sono lingue indoeuropee anche il greco, l’albanese, il lettone e il lituano (due lingue baltiche), le lingue celtiche (gaelico scozzese, irlandese, gallese, bretone); infine gli idiomi dei popoli rom e sinti.

Non appartengono, invece, al gruppo linguistico indoeuropeo l’ungherese, il filandese, l’estone, che sono lingue ungro-finniche; e il turco, che appartiene al gruppo delle lingue altaiche (parlate nell’Asia centrale).

Diverso da tutte le altre lingue conosciute, infine, è il basco parlato in alcune aree dei Pirenei, spagnoli e francesi.

Le lingue europee sono scritte con tre differenti alfabeti: il latino, il greco e il cirillico, quest’ultimo utilizzato per le lingue slave.