Lisia: vita, trama delle opere, stile, riassunto

Lisia: vita, trama delle opere, stile, riassunto di Letteratura greca

Lisia: vita e contesto storico, sociale e politico in cui visse

Celebre logografo e abile oratore, nacque ad Atene intorno al 445 a.C. Era figlio del siracusano Cefalo, trasferitosi ad Atene dove possedeva una fiorente attività di scudi.

Dopo la morte del padre nel 430 a.C. circa, Lisia si recò con il fratello Polemarco nell’Italia meridionale, a Turi, la colonia panellenica fondata da Pericle nel 443 a.C. e frequentata da Erodoto. Là perfezionò la sua formazione oratoria.

Dopo la sfortunata spedizione ateniese in Sicilia nel 415 a.C. (per un approfondimento leggi La Guerra nel Peloponneso), Lisia e Polemarco rientrarono ad Atene e ripresero la loro attività commerciale. Ma quando andarono al potere i Trenta tiranni, questi confiscarono il ricco patrimonio della famiglia di Lisia. Eratostene, uno dei Trenta, fece inoltre arrestare Polemarco e lo condannò a bere la cicuta.

Lisia riuscì invece a sfuggire all’arresto e si rifugiò a Megara. Qui si affiancò al generale Trasibulo e quando nel 403 a.C. la democrazia fu restaurata, ritornò ad Atene. Intentò allora un processo contro Eratostene, senza ottenere però quanto sperava. Fu l’unica volta che Lisia andò personalmente in un tribunale.

Trasibulo avanzò la proposta di conferirgli la cittadinanza per i meriti verso la democrazia. Lisia invece ottenne solo la condizione di meteco “isòtele” (cioè l’uguaglianza di diritti civili con i cittadini, senza il pagamento dell’imposta cui erano assoggettati i semplici meteci). Non riottenne inoltre i beni confiscatigli sotto i Trenta.

Rimasto privo di mezzi, dovette esercitare per ben quarant’anni l’attività di logografo. Morì verso il 380 a.C.

Di Lisia si conoscevano nell’antichità 425 orazioni (Dionigi di Alicarnasso e Cecilio di Calacte però ne ritenevano autentiche soltanto 223), nonché 7 Lettere ed un’Arte retorica. A noi sono giunte solo 34 orazioni: si tratta di orazioni epidittiche e orazioni giudiziarie.

Lisia: le orazioni epidittiche

  • II – Epitafio, composto per i caduti della guerra di Corinto (395-387 a.C.). Lisia, però, in quanto meteco, non avrebbe potuto pronunziarlo personalmente, per cui è stato ritenuto non autentico.
  • XXXIII – Erotico, riportato integralmente da Platone nel Fedro. Era una sorta di esercitazione retorica, in cui viene sostenuta l’affermazione paradossale secondo cui chi non ama merita di essere amato più di chi ama.
  • XXXV – Olimpico, pronunciato durante le feste di Olimpia nel 388 a.C. o nel 384 a.C. e tramandato da Dionisio di Alicarnasso. Era un’esortazione di Lisia ai Greci riuniti alle Olimpiadi affinché abbattessero la tirannide di Dionisio di Siracusa.

Lisia: le orazioni giudiziarie

Fra le principali vanno ricordate:

  • I – Per l’uccisione di Eratostene. Difesa pronunciata da Eufileto, un marito tradito, che aveva ucciso, cogliendolo in flagrante, l’amante della moglie, un certo Eratostene.
  • III – Contro Simone. In difesa di un vecchio che aveva fatto a cazzotti con un rivale per amore di un ragazzo.
  • VII – Per l’ulivo sacro. In difesa di un proprietario terriero accusato di aver fatto sradicare da un suo terreno un tronco di ulivo sacro.
  • XIIContro Eratostene. Orazione pronunciata da Lisia nel processo intentato contro colui (Eratostene) che aveva arrestato e condannato a morte suo fratello Polemarco.
  • XIII – Contro Agorato. Agorato era stato un famoso delatore sotto i Trenta tiranni e aveva provocato la morte di molti cittadini, tra cui un parente di colui che pronunzia l’orazione.
  • XVI – Per Mantineo. Un ateniese che si era presentato come candidato al Consiglio ma che era stato accusato di aver militato nelle file dei cavalieri.
  • XXII – Contro i mercanti di grano, accusati di aver fatto incetta di grano durante la guerra corinzia (386 a.C.)
  • XXIV – Per l’invalido. In difesa di un portatore di handicap, accusato da un nemico che voleva gli fosse tolto il sussidio d’invalidità.
  • XXVIII – Contro Ergocle. Ergocle è un ufficiale che nel 390 a.C. aveva partecipato alla spedizione di Trasibulo in Asia Minore e che era accusato di concussione di alto tradimento.
  • XXXII – Contro Diogitone. Diogitone aveva sottratto i beni ad alcuni orfani, pur essendo loro parente.

Lisia: lingua e stile

Lisia fu particolarmente abile nell’immedesimarsi nel carattere dei suoi clienti e nell’adattare i discorsi ai vari temperamenti di chi doveva pronunziarli.

I caratteri essenziali dello stile lisiano, riconosciuti già dagli antichi, sono la chiarezza e la credibilità.

Per la sua prosa elegante e semplice, Lisia diventò il modello dell’atticismo più rigoroso: autori come Cecilio di Calcte o Dionisio di Alicarnasso videro nell’oratoria lisiana il modello “classico” per eccellenza. Dionisio ne esaltava appunto la “purezza espressiva” e lo definiva “modello perfetto di lingua attica”, affermando che egli non era stato superato da nessuno dei suoi successori.