Fedro di Platone: struttura e contenuto. Riassunto

Fedro di Platone, struttura e contenuto. Riassunto di Filosofia.

Fedro, scritto da Platone probabilmente intorno al 370 a.C., è un dialogo tra due personaggi: Fedro e Socrate.

Il giovane Fedro, reduce dall’aver ascoltato un discorso di Lisia sull’amore, incontra Socrate e gli riassume, ancora eccitato dall’emozione, gli argomenti dell’orazione, che a lui è parsa insuperabile.

Socrate finge di condividere l’entusiasmo del giovane compagno di passeggiata, pur rilevando che, quando parlano i sofisti, è alla forma che bisogna badare, più che alla sostanza delle argomentazioni.

In realtà, prosegue Socrate – costruendo a sua volta un suo discorso sull’amore – non è accettabile il paradosso di Lisia, secondo il quale è ragionevole cedere alle lusinghe di uno che non ci ami – perché equilibrato, sereno e prudente – piuttosto che a quelle di un innamorato, che è sempre pericolosamente instabile ed egoista. L’amore è un desiderio e, semmai, la distinzione può essere fatta tra il desiderio che tende verso il meglio e quello che mira unicamente al piacere.

Il punto dottrinale più importante del dialogo è la valutazione positiva della manìa divina o delirio o momento irrazionale della vita spirituale: il profeta, il sacerdote, il poeta e l’amante sono tutti mossi da un incontentabile slancio dell’anima, senza l’intervento del quale la specifica capacità di ciascuno non riuscirebbe a esprimersi. Il delirio è d’altra parte il segno dell’origine e del destino oltremondano dell’anima e nasce dal ricordo dell’esperienza del mondo ideale compiuta dall’anima e dalla sua ansia di tornare in quello, la quale si manifesta come un appassionato tentativo di riaccostarsi al bello assoluto e porta gli amanti a cercarne i segni sensibili nelle persone amate.

Altri temi importanti del Fedro di Platone sono:

  • la contrapposizione tra la dialettica sofistica, che procede per brillanti e paradossali enunciazioni staccate, e la dialettica socratica, che si sviluppa secondo un principio organico e unitario;
  • la rappresentazione mitica della vita delle anime nel mondo celeste (leggi il mito della biga alata);
  • l’esaltazione della parola parlata al confronto di quella scritta, che raffredda il sapere e impigrisce l’anima.