Natale Ungaretti parafrasi e analisi

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Natale ungaretti

Natale Ungaretti parafrasi e analisi della poesia scritta dal soldato e poeta Giuseppe Ungaretti nel 1916, durante una licenza per le festività natalizie, trascorsa a Napoli.

Natale Ungaretti storia

Il poeta visse in prima persona la drammatica esperienza della prima guerra mondiale, combattenddo nelle trincee del Carso.

Il testo è inserito nella sezione Naufragi dell’Allegria (1931, 1936 e, in edizione definitiva, 1942).

Natale Ungaretti testo

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Natale Ungaretti parafrasi

Non ho voglia di camminare nel groviglio delle vie cittadine («gomitolo di strade»). Sono molto stanco (il poeta è stanco della guerra fisicamente e psicologicamente, preferisce quindi non uscire di casa). Voglio essere lasciato solo come un oggetto dimenticato. Qui si percepisce il caldo protettivo, riposante (contrapposto implicitamente a un del fronte e alle sensazioni spiacevoli della guerra). Rimango vicino al camino a guardare il movimento («capriole») del fumo.

Natale Ungaretti analisi

«Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade»: è questa l’immagine più toccante dell’intera poesia. Il poeta, in licenza dalla guerra (la prima guerra mondiale), è stanco e molto provato; preferisce non uscire di casa per evitare il contatto con la folla che incontrerebbe per i vicoli intricati di Napoli, a spasso durante le feste natalizie.

Sente il bisogno di raccogliersi e di protezione, per questo vuole essere come un oggetto immobile, fermo.

La calda protezione domestica è ciò di cui il poeta Giuseppe Ungaretti sente di avere più bisogno, in compagnia soltanto delle rassicuranti evoluzioni del fumo («capriole di fumo») che si alza dal fuoco che arde nel camino.

Natale Ungaretti figure retoriche

Le prime due strofe sono legate da assonanza (strAdE/spAllE); la seconda è ricca di allitterazioni (TANta/sTANchezza/suLLE spaLLE).

Anche la terza strofa è attraversata da allitterazioni (COsì/Come una/COsa e cOSA/pOSAta); vi è poi la rima posata/dimenticata.

Nella quarta strofa c’è l’assonanza AltrO/cAldO, ripresa nella strofa seguente da quAttrO.

Nell’ultima strofa, infine, gli ultimi due versi presentano simmetria fonica grazie all’allitterazione alternata «Di Fumo/Del Focolare».

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