Pasqua ebraica significato e tradizioni

La Pasqua ebraica (Pesach) si celebra nel mese di Nisan, tra marzo e aprile. Ricorda la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù dell’Egitto, guidata da Mosè.

Mosè libera gli ebrei dalla schiavitù dell’Egitto

Secondo il racconto biblico, Mosè, dopo aver finalmente convinto il faraone d’Egitto, conduce il popolo d’Israele a tappe forzate verso Canaan. Sulle rive del Mar Rosso sono però sorpresi dalle truppe del faraone, pentito di averli lasciati partire.

Mosè alza il bastone e stende la mano. In quell’istante Dio separa le acque e il popolo riesce a passare sull’altra sponda, camminando all’asciutto fra due muraglie di acqua. Quando gli Egizi si accingono a inseguirli, Dio frena le ruote dei loro carri e Mosè stende la mano sul mare; il mare torna al livello consueto e le acque sommergono carri e cavalieri.

La celebrazione della Pasqua ebraica

La Pasqua ebraica, la principale tra le feste ebraiche, dura circa 8 giorni. Si apre con la solenne cena pasquale, Seder (letteralmente “ordine”), durante la quale si consuma un pasto e la famiglia riunita legge l’Haggadah. È il testo che ricorda i prodigiosi eventi accaduti in Egitto e quindi il «passaggio» (Pesach, da cui Pasqua) del popolo dalla schiavitù alla libertà.

Seder – la Pasqua ebraica

Il Seder pasquale prevede che sulla tavola compaia un vassoio, così imbandito:

  • una zampa d’agnello (ricordo dell’agnello sacrificale);
  • un uovo sodo bollito in acqua salata (ricordo della schiavitù in Egitto);
  • un composto di noci, mele grattugiate e miele (simboleggia la malta che gli schiavi ebrei utilizzavano per fare i mattoni);
  • un gambo di sedano, un rametto di prezzemolo e verdure intinte in acqua salata (ricordo delle lacrime versate durante la schiavitù);
  • radici ed erbe amare (simboleggia la perdita della libertà);
  • tre pani non lievitati (ricorda l’urgenza di lasciare l’Egitto, e quindi la pasta del pane non ebbe il tempo di lievitare).

Nel corso della cena, tutti i partecipanti devono bere quattro bicchieri di vino a testimonianza della propria felicità e riconoscenza a Dio. I quattro bicchieri di vino corrispondonno alle quattro tappe della liberazione: “Io vi farò uscire…; Vi libererò dai pesanti fardelli...; Io vi salverò...; Io vi sceglierò come popolo“.

Davanti al padrone di casa è posto e riempito un secondo bicchiere in onore del profeta Elia, futuro annunciatore della salvezza finale, e atteso, durante questa sera speciale, in tutte le case in cui si celebra la festa di Pesach.

La cena si conclude con la recita dei salmi di lode e alcune filastrocche.