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Renovatio Imperii e Ottone III

La renovatio Imperii, cioè il rinnovamento dell’Impero, era l’idea di restaurare il glorioso Impero romano, concepito come regno cristiano. Questo sogno, nato con l’imperatore d’Oriente Giustiniano e sostenuto già da Carlo Magno, fu poi coltivato da Ottone III di Sassonia (Renovatio Imperii romanorum), incoronato imperatore a Roma nel 996.

Perché con Ottone III si parla di renovatio Imperii?

Il programma politico di Ottone III prevedeva la rinascita di un Impero nel mondo occidentale, che avesse come guide l’imperatore e, lealmente cooperante, il papa.

Trasferì quindi la capitale dell’impero a Roma e fece eleggere papa il suo maestro Gerberto d’Aurillac, uno tra i maggiori scienziati del Medioevo, che prese il nome di Silvestro II (999-1003). Il nome da lui scelto, Silvestro II, confermava il comune ideale di rinascita dell’impero romano-cristiano, che il primo papa Silvestro (papa Silvestro I) aveva condiviso con il primo imperatore cristiano, Costantino.

Come si definiva Ottone III?

Il credo politico di Ottone III è racchiuso nella definizione che egli dette di se stesso: “Romano, Sassone, italiano, servo degli Apostoli, per grazia di Dio imperatore Augusto del Mondo”.

In quanto Sassone (Germanico) aveva conquistato il potere con le armi dei suoi antenati, ma la legittimazione poteva derivargli solo dal farsi “Romano”, ossia nell’avere l’appoggio del Papato. Egli doveva anche essere “Italiano” perché a quel tempo l’Italia era ancora un faro di cultura, di storia e di arte in una Europa occupata da Germani e Normanni, minacciata costantemente dai popoli slavi.

Infine, per affermarsi come “Imperatore Universale”, doveva essere anche Cesare Augusto e non poteva esserlo senza l’investitura “Divina” (cioè per Grazia di Dio) che era l’unica a poterlo porre al di sopra di tutte le parti.

Ottone III riuscì nel suo intento di rinnovamento dell’Impero?

Il progetto di Ottone III, tuttavia, riuscì sgradito alla nobiltà germanica, preoccupata di vedersi emarginata in conseguenza dello spostamento della corte imperiale in Italia. Ma anche in Italia ebbe un’accoglienza molto fredda. Nel 1001 il popolo di Roma, sobillato dai nobili, si ribellò e costrinse Ottone III alla fuga. Morì poco tempo dopo, il 24 gennaio 1002, all’età di 22 anni e senza lasciare eredi. La sua morte pose fine anche al suo programma politico.

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