La signora delle camelie
La signora delle camelie, titolo originale La Dame aux camélias, frontespizio di un'edizione del 1885

Nel 1849 Alexandre Dumas (1824-1895), figlio dell’omonimo autore dei Tre moschettieri  dà alle stampe La signora delle camelie, titolo originale La Dame aux camélias, ispirato alla vicenda autobiografica della sua relazione con la cortigiana Marie Duplessis.

La signora delle camelie racconta dell’amore tra Armand Duval, giovane di buona famiglia, e Margherita Gautier, celebre mantenuta parigina che vive in un lusso sfarzoso ma soltanto apparente, destinato a nutrire stuoli di creditori. Quando incontra Armand, fatalmente attratto da lei, Margherita tenta di metterlo in guardia, ma poi comprende che l’amore del giovane è di genere diverso da quello che di solito gli uomini mostrano nei suoi confronti. I due vanno a vivere insieme e Margherita, il cui fisico è già minato dalla tisi, rinuncia alla sua precedente condizione di mantenuta. Ben presto comincia a vendere di nascosto tutto quanto possiede per pagare le spese e i debiti, e quando Armand viene a conoscenza del suo sacrificio decide in segreto di farle dono della propria rendita. Ciò provoca l’intervento del padre di lui, che si precipita a Parigi e affronta prima il figlio e poi la stessa Margherita chiedendole di lasciare Armand per sempre.

Le ragioni addotte da Duval sono decisive ed espongono in tutta la loro crudezza le ferree leggi dell’etica sociale e familiare borghese: la sorella di Armando non può sposare l’uomo amato (di ottima condizione sociale ed economica), se il fratello continuerà la relazione illecita con Margherita.
Indotta a guardare con vergogna alla propria vita, mortificata dal paragone con la figlia illibata, sedotta infine dall’idea del sacrificio e del riscatto, la ragazza si piega alle preghiere del vecchio Duval e si impegna a lasciare Armand. Per farlo, sarà costretta a riprendere la sua precedente vita da mantenuta, che ormai le ripugna.

Armand, credendosi tradito per amore del denaro e del lusso, non risparmia a Margherita i peggiori insulti e alla fine arriva a pagarle una notte d’amore. Questo gesto sprezzante segna il definitivo distacco tra i due. Ignaro di tutti i retroscena, Armand intraprende un lungo viaggio, mentre Margherita si abbandona senza più resistenze alla malattia. È dal suo letto di morte, consumata dalla tisi e assediata dai creditori, che scrive all’amato una sorta di diario-testamento in cui gli svela i retroscena della storia, sperando nel riscatto e nel perdono.
Morrà, abbandonata e sola, senza aver avuto la consolazione di riabbracciarlo.

Il tema dell’amore romantico de La signora delle camelie è ripreso da Dumas stesso per il teatro e ne esce un famosissimo dramma borghese rappresentato a Parigi il 2 febbraio 1852.
Il dramma La signora delle camelie è accolto con un grande favore di pubblico e gira le sale di tutta Europa. Giuseppe Verdi, che assisté alla rappresentazione, folgorato dalla potenza di quel soggetto, riprese anche lui lo stesso tema e lo mise in musica con l’aiuto del fedele librettista Francesco Maria Piave: è il melodramma La traviata, messo in scena per la prima volta il 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice.

Il grande successo europeo, che ebbero il romanzo di Dumas figlio, La signora delle camelie, e poi l’opera musicale La traviata di Giuseppe Verdi che vi si ispira, si spiega proprio per la capacità di queste opere di rappresentare il mito dell’amore romantico, e cioè il contrasto fra la forza generosa dell’amore e la meschinità della società borghese e dei doveri che essa impone.