Ser Ciappelletto, di Giovanni Boccaccio. Riassunto

Ser Ciappelletto è la prima novella del Decameron di Giovanni Boccaccio. La novella viene narrata da Panfilo su ordine di Pampinea, regina della prima giornata.

Com’era consuetudine nella cultura medievale, l’inizio deve essere consacrato a Dio; e infatti l’argomento è religioso. Tuttavia la novella Ser Ciappelletto ci introduce in realtà in un mondo pieno di conflitti, di ironie e di contraddizioni.

Il protagonista della novella è un personaggio reale, originario di Prato, ancora vivo nel 1304. Come attestano alcuni documenti e un suo libro di conti (tra i più antichi in lingua volgare), egli operava in Francia come mercante ed esattore di imposte per conto di Filippo il Bello e in rapporti con i fratelli Franzesi, Biccio e Musciatto, loschi affaristi che compaiono proprio in questa novella.

Ser Ciappelletto fa il notaio, è falso testimonio per natura, sodomita, ingordo, baro, intrigante. Parte per affari per la Borgogna (regione della Francia) e lì viene ospitato da due fratelli usurai fiorentini. Mentre è presso di loro, si ammala gravemente. I due usurai fiorentini che lo ospitano temono che l’antipatia dei borgognoni verso gli italiani aumenti qualora ser Ciappelletto muoia senza ricevere i conforti religiosi. Ma sanno che un confessore non potrà mai concedere l’assoluzione a un simile soggetto, e verrebbe dunque seppellito in un fosso.

Ser Ciappelletto assicura i suoi ospiti: essi non devono temere nulla per causa sua. Ha compiuto tante ingiurie nella sua vita che se pure ne farà un’altra sul punto di morte, per Dio non farà alcuna differenza.

I due fratelli si recano allora al convento e ritornano al capezzale di ser Ciappelletto con un frate venerabile ed esperto nelle Sacre Scritture. Ser Ciappelletto compie la più grande delle sue truffe: raggira il monaco confessore, confessando peccati da nulla e pentendosi amaramente di essi. Il frate accoglie con venerazione la confessione e gli somministra la comunione. Una volta morto viene sepolto nella chiesa del convento.

Poiché ser Ciappelletto è riuscito a far credere al frate, stimato e considerato da tutti, che nella sua vita si è sempre comportato bene – ha fatto del bene, ha aiutato sempre chi era in difficoltà – viene proclamato santo e diventa così san Ciappelletto. Il popolo, persuaso dalle parole del frate, accorre in massa e venera la salma di quel furfante come la salma di un santo.

L’inganno è riuscito talmente bene che – dice il narratore – non v’è certezza che non sia riuscito anche nell’oltretomba.

Giovanni Boccaccio nella novella ser Ciappelletto ha esaltato l’intelligenza e la scaltrezza del nuovo ceto borghese, vitale, concreto e intraprendente, occupato in attività mercantili e finanziarie e l’autorità religiosa può essere facilmente ingannata se si finge di avere la fede, mentre i santi sono solo un’invenzione umana.