magna charta libertatum
Una copia ben conservata della Magna Charta Libertatum (tra le quattro originali superstiti) si trova nella Cattedrale di Salisbury, Wiltshire (Inghilterra)

15 giugno 1215: il re d’Inghilterra Giovanni Senza Terra (1166-1216) concede ai baroni del regno la Magna Charta Libertatum, poi confermata con alcune modifiche da Enrico III nel 1225 e da Edoardo I nel 1297.

I baroni inglesi sfruttarono l’occasione della disfatta subita dal loro re Giovanni Senza Terra nella Battaglia di Bouvines (1214) da Filippo Augusto di Francia, per ottenere una serie di concessioni, di diritti e di privilegi che confluirono nella famosa Magna Charta Libertatum (“Grande Carta delle Libertà”), che stabiliva le libertà dei nobili, della Chiesa e delle città.

Questi i punti fondamentali stabiliti dalla Magna Charta Libertatum:

– La giustizia sarà amministrata senza ritardi e senza corruzione.

– Il re non deve interferire con la Chiesa.

– I mercanti devono poter viaggiare liberamente senza dover pagare pedaggi.

– Quando un barone eredita la terra non pagherà al re più di 100 sterline.

– Il re non può raccogliere nuove tasse se i baroni e i vescovi non sono d’accordo.

– Gli uomini del re non possono sottrarre i beni di nessuno senza pagarli.

Particolare rilevanza, perché rivoluzionario, aveva il comma 39 della Magna Charta Libertatum intitolato Habeas Corpus (“Sii padrone del tuo corpo”) che dava ai freemen il diritto di non essere intrattenuti in prigione senza regolare processo (i freemen, “uomini liberi”, del regno erano gli aristocratici, l’alto clero e pochi membri dell’alta borghesia, dal momento che contadini, lavoranti e piccoli commercianti erano considerati in linea generale “servi”).

La modernità dello Habeas Corpus è stupefacente se si pensa che fu approvato in pieno feudalesimo: altrove, re e signori feudali potevano arrestare chi volevano – contadino, cavaliere o feudatario che fosse – e poi ucciderlo o tenerlo in prigione a vita senza renderne conto a nessuno; per salvarlo non si poteva fare altro che usare la forza. In Francia una norma simile allo Habeas Corpus fu emanata solo nel 1792, dalla Costituzione della Rivoluzione francese; in Italia dall’articolo 26 dello Statuto albertino, cioè lo Statuto concesso ai Piemontesi da Carlo Alberto nel 1848; e in seguito con l’articolo 13 della Costituzione italiana del 1948, seguita a vent’anni di regime fascista in cui l’arresto arbitrario era di nuovo consentito.

Statuto albertino
Art. 26. – La libertà individuale è garantita. Niuno può essere arrestato, o tradotto in giudizio, se non nei casi previsti dalla legge, e nelle forme ch’essa prescrive.

Costituzione della Repubblica italiana
Art. 13. – La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione e perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge […]
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.