Alla luna Leopardi, commento e figure retoriche

Alla luna fu composta da Giacomo Leopardi a Recanati nel 1819 e fa parte degli Idilli. La lirica, composta da endecasillabi sciolti, apparve nelle stampe del 1826 con il titolo La Ricordanza e solo nell’edizione dei Canti del 1831 con il titolo attuale Alla luna.

“Alla luna” di Leopardi – commento

Tema centrale di questa lirica è il ricordo. Il poeta torna, a distanza di un anno, ad ammirare lo spettacolo a lui tanto caro della luna. Identica è la suggestione di quello spettacolo e identico, purtroppo, è anche lo stato d’animo del poeta, triste oggi come allora. Eppure, nonostante tutto, è bello, finché si è giovani, ricordare il passato anche se doloroso.

 

Per il testo e la parafrasi del testo “Alla luna” di Leopardi leggi Parafrasi Alla luna di Giacomo Leopardi.

 

“Alla luna” – analisi e figure retoriche

L’idillio si compone di sedici endecasillabi dal ritmo ampio e disteso, grazie all’uso frequente dell’enjambement, con maggior forza ai vv. 1-2; 8-9; 10-11; 12-13.

La rima è sempre interna al verso e presente ai versi 3 e 8 (venia : apparia) e ai versi 11 e 15 (etate : passate): in entrambi i casi evidenzia il tema del passato.

Sono molto frequenti le allitterazioni in R e M. Le prime creano legami tra parole che indicano dolore (tRemulo; tRavagliosa; doloRe; tRiste); le seconde uniscono invece parole che sottolineano il motivo del ricordo (raMMento; teMpo; MeMoria; riMeMbrar).

Presenza di consonanze che determinano rapporti semantici tra termini che indicano ricordo e sofferenza (rammeNTo / piaNTo; memoRIa / duRI).

Fra le assonanze sono invece da sottolineare: rimirArtI : rischiArI; nebulOsO : vOltO; travagliOsA : giOvA; dolOrE : occOrrE; spEmE : brEvE.