antartide

Antartide continente più freddo e più ventoso della Terra. Presenta la maggiore altitudine media (2600 metri): si tratta perciò del continente più elevato sulla Terra; si estende su una superficie di oltre 13 milioni di km² ed è quindi ben più esteso dell’intera Europa.

Occupa la calotta polare meridionale, cioè la zona compresa tra il Polo sud e il Circolo polare antartico (66° 33′ latitudine sud).

Fanno parte dell’Antartide alcune isole: le Orcadi australi, le Shetland australi, la Georgia australe e altre minori.

L’Antartide è circondato da tutti e tre gli oceani: Atlantico, Indiano e Pacifico. Essi si confondono intorno al continente antartico in un unico anello di acque, il cosiddetto oceano (o mare) Glaciale Antartico.

Antartide rilievi

Sotto lo strato di ghiaccio, la parte orientale è costituita da un tavolato roccioso, mentre la parte occidentale è occupata da una formazione montuosa che rappresenta il prolungamento della catena montuosa andina.

A separare queste due parti, in mezzo al continente corre da nord a sud la catena dei Monti Transantartici, dei quali fa parte anche il monte Erebus (3794), un vulcano attivo.

Flora e fauna

In Antartide il rigore del clima (la temperatura invernale può oltrepassare anche i -70 °C) e i ghiacci perenni ostacolano fortemente la vita, sia animale che vegetale.

Nelle zone che d’estate non sono coperte di ghiaccio l’unica vegetazione presente è costituita da muschi, licheni e alghe; tra i ghiacci e le acque che circondano il continente vive un gran numero di balene, balenottere, foche, elefanti marini, albatros e pinguini.

Rischi ambientali

Il rischio ambientale maggiore per l’Antartide è rappresentato dall’effetto serra che, innalzando la temperatura, provoca la fusione dei ghiacci.

Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacci si è ulteriormente accentuato negli ultimi anni. Se la coltre di ghiaccio che copre l’Antartide dovesse sciogliersi completamente, il livello del mare salirebbe di circa 60 metri in tutto il mondo, con conseguenze catastrofiche per i centri abitati costieri, che verrebbero sommersi dalle acque.

Insediamento umano nell’Antartide

L’insediamento umano si limita a varie stazioni scientifiche di ricerca disseminate sul territorio antartico e popolate tutto l’anno, a rotazione, da ricercatori, scienziati e tecnici.

Zone d’influenza

L’Antartide non appartiene a un singolo Stato. Il territorio antartico è sottoposto a una giurisdizione internazionale sulla base di un trattato firmato nel 1959 da 12 Paesi.

Il trattato, a cui hanno via via aderito altri Stati (oggi sono 46; l’Italia lo sottoscrisse nel 1987), sancisce la completa smilitarizzazione del continente e la sua utilizzazione a fini pacifici.

È inoltre riconosciuta la spartizione dell’Antartide in “zone d’influenza”, su cui esercitano la propria sovranità Regno Unito, Norvegia, Australia, Francia e Nuova Zelanda.

Quasi tutti i Paesi aderenti al trattato sono presenti sul territorio antartico con proprie stazioni di ricerca scientifica e meteorologica.

Spedizioni antartiche

Il pimo a superare la linea del Circolo polare antartico fu il grande James Cook nel gennaio del 1774. Nel 1820 il russo Fabian Gottlieb von Bellingshausen compì il viaggio di circumnavigazione del continente.

Viaggio dopo viaggio, le terre antartiche prendevano il nome di re e regine che aveva finanziato l’esplorazione, tranne nel caso del comandante Dumont d’Urville che chiamò la terra da lui esplorata e la specie di pinguini incontrati con il nome della moglie, Adelie, per ringraziarla di averlo lasciato viaggiare così a lungo.

Negli anni Venti del Novecento, cominciarono le prime esplorazioni aeree del continente a opera dell’australiano Wilkins e degli americani Eielson e Byrd.

Dopo la seconda guerra mondiale, una spedizione americana di 4000 uomini con attrezzature e mezzi avanzati consentì l’esplorazione completa delle coste antartiche e la costruzione delle prime rappresentazioni su carte geografiche dell’Antartide.

Risorse naturali nell’Antartide

Secondo le rilevazioni effettuate, nel sottosuolo delle terre polari meridionali sarebbero presenti minerali e materie prime, tra cui petrolio e gas naturale.

Lo sfruttamento di queste risorse potrebbe però causare gravi mutamenti all’ecosistema.