James Cook i viaggi e le scoperte

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James Cook: i viaggi e le scoperte
James Cook: i viaggi e le scoperte

Il navigatore inglese James Cook (1728-1779) è tra i maggiori esploratori di tutti i tempi dopo Colombo, Vasco da Gama e Magellano. I suoi viaggi segnano la fine dell’epoca delle grandi scoperte geografiche e l’inizio di quella delle esplorazioni scientifiche.

James Cook: i primi anni

Figlio di un contadino, iniziò a 15 anni la carriera marinara come mozzo di un mercantile (1755). Promosso nostromo, prese parte alla guerra dei Sette anni. Successivamente rilevò e cartografò gran parte della foce del fiume San Lorenzo durante l’assedio di Quebec. Fu tale l’accuratezza dimostrata da essere notato dai superiori.

Studiò da autodidatta geometria e astronomia, quindi eseguì i rilievi cartografici delle coste di Terranova, per ordine dell’ammiraglio Graves (1762-1766).

Il primo viaggio e le scoperte (1768-1771)

Nominato tenente di vascello, nel 1768 l’Ammiragliato inglese incaricò James Cook di effettuare un viaggio nell’Oceano Pacifico. Due gli obiettivi: osservare sull’isola di Tahiti il passaggio di Venere fra il Sole e la Terra; rinnovare la ricerca della Terra Australis, cioè il vasto continente che le teorie geografiche, da Tolomeo in poi, indicavano come la terra ancora ignota che occupava gran parte dell’emisfero meridionale.

Partì quindi nell’agosto 1768 sull’Endeavour, doppiò Capo Horn e giunse nel marzo 1769 a Tahiti, allora chiamata isola di re Giorgio III. Eseguita la missione, nel viaggio di ritorno scoprì altre isole dell’arcipelago, che battezzò, nel loro insieme, «Isole della Società» in onore della Società geografica.

Dopo aver scoperto le isole Tubuai o Australi, si diresse verso sud-ovest, per cercare la favolosa Terra Australis, e s’imbatté nella Nuova Zelanda. Di questa dimostrò la doppia insularità, circumnavigandola completamente e scoprendo, fra l’altro, lo stretto che porta il suo nome (gennaio 1770) e il monte Egmont.

Il 19 aprile avvistò la costa orientale dell’Australia, visitò la Botany Bay, dove oggi sorge Sydney, e risalì verso nord, scoprendo la Grande barrirea corallina, fino a capo York, la punta più settentrionale dell’Australia.

Oltrepassato lo stretto di Torres, toccò Batavia e rientrò in patria nel giugno 1771 per la via del capo di Buona Speranza.

Il secondo viaggio e le scoperte (1772-1775)

I grandi risultati di questo primo viaggio non avevano però risolto il problema dell’esistenza di un continente australe. Perciò a James Cook, promosso capitano di vascello, fu affidata nel 1772 una seconda spedizione, con l’incarico di avvicinarsi il più possibile al Polo australe.

Partito con le navi Resolution e Adventure, Cook incontrò a sud di Città del Capo grandi iceberg e il 17 gennaio 1773 passò per primo il Circolo polare antartico, toccando 67° 17′ lat. Sud.

Separato dall’Adventure, tornò in Nuova Zelanda e in giugno e luglio navigò verso est, fin quasi all’isola Pitcairn, senza scoprire terra. Si diresse allora a Tahiti e nel settembre 1773 scoprì le isole Hervey (oggi dette isole Cook); poi battezzò le odierne isole Tonga «isole degli Amici», per il modo amichevole con cui lo avevano ricevuto.

Dalla Nuova Zelanda tentò di nuovo di avvicinarsi alle zone antartiche e nel gennaio 1774 si spinse fino a 71° 10′ lat. Sud.

Superata una pericolosa crisi dovuta allo scorbuto, dopo aver invano cercato l’Adventure, ancora una volta si separò dalla Resolution e riprese la navigazione nel Pacifico; esplorò l’isola di Pasqua e le isole Marchesi e scoprì una serie di isole (Howe, Palmerston, Niue).

Toccò le Ebridi e la Nuova Caledonia; scoprì l’isola Norfolk e tornò in Nuova Zelanda. Poi si diresse verso Capo Horn, doppiandolo il 29 dicembre 1774.

Visitata la Georgia Australe e scoperte le Sandwich Australi, a Città del Capo seppe che l’Adventure si era già diretta in Inghilterra con gravi perdite dovute ai Maori neozelandesi. Tornò allora in patria dove giunse il 30 giugno 1775, dopo aver dimostrato l’inesistenza della Terra Australis.

Il terzo e ultimo viaggio di James Cook (1776-1779)

Infaticabile, allestì subito una terza grande spedizione, con due navi, Resolution e Discovery, questa volta per risolvere il problema del passaggio di Nord-Ovest dal Pacifico.

Partito nel luglio 1776, si riunì con la Discovery (comandata dal capitano Charles Clerke) al capo di Buona Speranza. Visitò le Kerguelen e la Tasmania o Terra di Van Diemen.

Dalla Nuova Zelanda, per le isole della Società e Tahiti, dopo aver scoperto il giorno di Natale 1777 l’isola Christmas, pose piede per primo (febbraio 1778) nelle isole che egli chiamò Sandwich in onore del primo lord dell’Ammiragliato (odierne Hawaii). Si diresse quindi a Nord Est, toccando la costa del continente americano, che risalì verso nord, scoprendo l’isola Vancouver, avvistando il monte Sant’Elia, attraversando le Aleutine e penetrando nel Mar Glaciale Artico, nella zona dello Stretto di Bering.

Arrestato dalla banchisa e convintosi che il passaggio cercato non esisteva o non aveva alcun valore pratico, tornò alle Sandwich. Qui fu ucciso dagli indigeni, il 14 febbraio 1779, insieme con alcuni dei suoi. Il capitano Charles Clerke assunse il comando e recuperò a stento pochi miseri resti.

Dopo una nuova puntata verso la Kamciatka, morto anche il Clerke, la spedizione passò sotto il comando di James King. Questi toccò il Giappone e Macao e ritornò in Inghilterra (agosto 1780).