L’Articolo 11 della Costituzione italiana recita: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Recita così l’articolo 11 della Costituzione italiana. Ma cosa significa esattamente?
Per capire a fondo, dobbiamo tornare indietro negli anni e partire dal periodo del secondo dopoguerra, negli anni 1946-1947, quando l’Assemblea Costituente, eletta il 2 giugno 1946, scrisse la Costituzione italiana, approvata il 22 dicembre 1947, ed entrata ufficialmente in vigore il 1° gennaio 1948. All’epoca in cui la Costituzione italiana è stata scritta dai padri e dalle madri costituenti, l’Italia si trovava in un contesto storico estremamente delicato e cruciale, segnato profondamente da un conflitto devastante (la Seconda guerra mondiale), che aveva colpito la popolazione e le infrastrutture, dalla Resistenza e dalla lotta al nazifascismo.
C’era quindi la ferma volontà dei padri e delle madri costituenti di dichiarare solennemente che l’Italia non avrebbe mai più usato la guerra come strumento di aggressione verso altri popoli. Ecco com’è nato: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Ma cosa significa che l’Italia ripudia la guerra (articolo 11 Costituzione)?
Con l’articolo 11 la Costituzione italiana sottolinea che l’Italia ripudia, cioè respinge e rinnega, la guerra come strumento di offesa, cioè come mezzo di aggressione nei confronti di altri popoli allo scopo di sottometterli, e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, cioè come mezzo per risolvere i contrasti con gli altri Stati.
Ma l’Italia rinuncia a ogni tipo di guerra?
No, perché ciò che viene escluso è la guerra offensiva, ma non la guerra difensiva. Quindi in Italia è possibile il ricorso alle armi nel caso in cui sia necessario difendere i cittadini e il territorio italiano. L’articolo 11 va quindi letto insieme all’art. 52 della Costituzione, in cui, al comma 1, si sostiene che «la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino». Non solo: gli artt. 78 e 87 regolano le modalità della «dichiarazione di guerra» e gli artt. 60, 103 e 111 prendono in considerazione il caso in cui il Paese si trovi in «stato di guerra».
In altre parole, l’Italia potrebbe partecipare a una guerra se i suoi confini sono minacciati o è a rischio il precetto di democrazia. Lo stesso articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite lo permette, sancendo il diritto di legittima difesa (individuale o collettiva) in caso di attacco armato contro un membro dell’ONU; il testo dell’articolo 51 recita: «Nessuna disposizione del presente Statuto pregiudica il diritto naturale di legittima difesa individuale o collettiva, nel caso abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite».
Art 11 Costituzione: lo Stato italiano “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità” – cosa significa?
In più, si legge sempre nell’art. 11, che lo Stato italiano “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Cosa significa? Significa che lo Stato italiano è pronto, sempre che la stessa cosa venga fatta da altri Stati (= in condizioni di parità con gli altri Stati), a rinunciare in parte alla propria sovranità (= limitazioni di sovranità), per aderire a organizzazioni internazionali (come l’Unione Europea o l’ONU) se ciò può favorire la pace, la giustizia e la cooperazione tra i popoli.
“Per limitazione di sovranità” significa che l’Italia accetta un’autorità che limita la libertà delle Nazioni, se questo è utile per evitare le guerre, per la pace comune e la giustizia tra i popoli. Per questo motivo, lo Stato italiano ha deciso di limitare la propria sovranità aderendo a organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite o l’Unione europea, che hanno come scopo proprio la tutela della pace e la giustizia tra gli Stati.

