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Che cos’è l’epica, quando nasce e caratteristiche

Che cos’è l’epica? L’epica è il genere letterario che racconta in versi le imprese leggendarie e straordinarie di un popolo, dei suoi dèi e dei suoi eroi delle origini.

Che cos’è l’epica? Possiamo definirla anche come la forma più antica di narrazione ed ha una grande importanza perché ci permette di conoscere gli aspetti caratteristici di una determinata civiltà, i suoi valori morali e religiosi.

Il termine epica deriva dal greco “èpos” (cioè “parola”, ma anche “canto accompagnato da musica”), quindi i racconti epici hanno un origine orale, ma poi, in un secondo tempo, sono stati trascritti e hanno assunto una forma letteraria.

Qual è il più antico poema epico?

Il primo poema epico è nato in Mesopotamia, nel III millennio a.C. Si tratta dell’Epopea di Gilgamesh: è la storia del mitico re della città di Uruk, che compie un lungo viaggio per scoprire il segreto dell’immortalità; tornerà senza averlo scoperto, ma con un animo molto più saggio. Per un approfondimento leggi Epopea di Gilgamesh riassunto.

Quanti tipi di epica ci sono?

Diversi secoli più tardi nasce l’epica classica, che si riferisce ai poemi del mondo greco (epica greca) e del mondo romano (epica latina). L’epica greca s’identifica con l’Iliade e l’Odissea, composti in Grecia attorno all’VIII secolo a.C., mentre l’epica latina s’identifica con l’Eneide del poeta latino Virgilio, scritta nel I secolo a.C.

La narrazione epica continuò a essere un genere diffuso anche nelle epoche successive. L’epica medievale servì a raccontare le imprese di audaci cavalieri, dando vita all’epica cavalleresca. Tra le opere più importanti dell’epica cavalleresca ricordiamo la Chanson de Roland e le storie di re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda in Francia; la Canzone dei Nibelunghi in Germania; il Cantar de mio Cid, in Spagna. All’epica rinascimentale (relativa cioè al periodo del Rinascimento) appartengono invece i più importanti poemi epici italiani: l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto e la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.

Quali sono le caratteristiche dell’epica?

I poemi epici si aprono con un Proemio, che contiene la protasi, cioè la presentazione dell’argomento; nell’epica greca e nell’epica latina compare anche un’invocazione alla Musa, perché ispiri il poeta.

Il narratore

La narrazione epica è sempre fatta da un narratore esterno onnisciente, cioè una voce narrante esterna alle vicende che non ha vissuto in prima persona gli eventi narrati ma che conosce tutte le vicende dei personaggi. La narrazione epica è sempre al passato e in terza persona.

Il lungo racconto è inframmezzato da dialoghi e descrizioni dettagliate di persone, armi, momenti e situazioni.

I temi trattati

I temi trattati nei poemi epici possono essere raggruppati intorno a due nuclei principali: la guerra e il viaggio, nel corso del quale l’eroe, sorretto o ostacolato dalla volontà degli dèi, deve affrontare una serie di avventure e di pericoli.

I personaggi

Nei poemi epici si trova solitamente una folla piuttosto numerosa di personaggi, divisi in: personaggi principali, tra i quali troviamo i protagonisti, e i personaggi secondari. I protagonisti dell’epica sono gli eroi, figure d’eccezione che rappresentano modelli di comportamento.

Il linguaggio

Lo stile è solitamente elegante e solenne, a tratti realistico e duro nel rappresentare i momenti più sanguinosi di una battaglia o la morte cruenta di un eroe. C’è il ricorso all’uso di formule fisse: epiteti e patronimici. Gli epiteti sono aggettivi o espressioni attribuiti in modo ricorrente ai nomi di dèi, eroi, luoghi o oggetti. Per esempio Zeus adunatore di  nembi; Apollo saettatore; Achille piede veloce; astuto Odisseo; Troia dalle ampie strade ecc.
I patronimici sono aggettivi che accompagnano o sostituiscono il nome dei personaggi; derivano dal nome del padre con l’aggiunta del suffisso –ide o –iade. Esempi di patronimici sono: Pelide, riferito ad Achille (da Peleo); Atride, riferito ad Agamennone e Menelao (da Atreo).

Nei poemi epici sono inoltre frequenti paragoni, similitudini e metafore che conferiscono immediatezza al racconto, accostando momenti della narrazione a immagini della vita reale.

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