Alda Merini, “La poesia, una forza che nasce in me”

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Alda Merini (1931-2009)
Alda Merini (1931-2009)

Alda Merini è nata a Milano il 21 marzo 1931 in una famiglia della media borghesia. Ha cominciato a scrivere versi all’età di quindici anni affermandosi molto presto grazie all’interessamento mostrato per la sua produzione da critici e poeti famosi, tra questi Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo. La sua prima raccolta di liriche, La presenza di Orfeo, risale al 1951, a soli 21 anni.

Dopo il matrimonio e la nascita della figlia Emanuela, cominciò per Alda Merini un lungo e difficilissimo periodo in cui una grave malattia nervosa la costrinse al ricovero in ospedale psichiatrico, dove rimase sette anni, dal 1965 al 1972, con brevi intervalli di ritorno in famiglia. Dopo altri sette anni di convalescenza, ritornò a scrivere nel 1979, trasferendo nelle sue liriche la dolorosa esperienza di sofferenza vissuta in prima persona.

Dopo la morte (1981) del primo marito, Ettore Carniti, Alda Merini, trascorso un periodo di totale solitudine, incontrò e sposò nel 1983 il medico-poeta tarantino Michele Pierri e si trasferì a Taranto. Visse un momento di gioia e felicità che ritroviamo nelle liriche di La Terra Santa e altre poesie (1984). Ma la morte anche del secondo marito la fece precipitare nuovamente nel baratro della follia e la riportò in ospedale psichiatrico. Uscitane, Alda Merini pubblicò l’opera autobiografica in prosa L’altra verità. Diario di una diversa (1986) e le raccolte poetiche Fogli bianchi (1987) e Delirio amoroso (1991). La successiva raccolta, Ballate non pagate (1995) fu insignita del premio Viareggio e portò all’autrice riconoscimenti e notorietà.

Le sue ultime raccolte sono Canzone dell’ultimo amore (2006) e Il Cantico dei Vangeli (2006), dove si fa più manifesta l’ispirazione religiosa.

Alda Merini è morta a Milano il 1° novembre 2009 a causa di un tumore osseo.

Alda Merini ha sempre accettato con coraggio e determinazione, mai con commiserazione e scoramento, l’esperienza della malattia, tra follia, dolore e disperazione. Sono infatti il coraggio e la straordinaria forza interiore che le hanno permesso di superare le molte avversità incontrate lungo il suo percorso e che hanno ispirato tutte le sue opere.

In una intervista Alda Merini ha dichiarato: «Molti hanno pensato che la mia poesia sia la follia. Pochi hanno capito, invece, che la mia poesia è nata a prescindere da tutto e da tutti. Avrei potuto fare la matta o la ragioniera e la mia poesia sarebbe comunque uscita. Essa è una forza che nasce in me, è come una gravidanza che deve andare a termine».

In memoria di Alda Merini e della sua opera, le sue figlie hanno dato vita al sito http://www.aldamerini.it/