Le Danaidi, le 50 figlie di Danao
Le Danaidi, John William Waterhouse, 1902

Le Danaidi sono le cinquanta figlie di Danao, gemello di Egitto.

Alla morte di re Belo, i suoi due gemelli, Danao ed Egitto ereditarono il regno d’Egitto. Fra i due fratelli sorse un dissidio circa l’eredità paterna.

Danao fuggì allora ad Argo in Grecia, portando con sé le sue cinquanta figlie.

In seguito, i cinquanta figli di Egitto, gli Egittidi, si presentarono ad Argo e reclamarono la mano delle Danaidi. Queste rifiutarono ed essi risposero assediando la città.

Danao capitolò e la data delle nozze fu stabilita.

La notte stessa del matrimonio però le Danaidi, istigate dal padre, uccisero i propri mariti. Per intervento di Artemide, solo Ipermestra risparmiò il marito Linceo.

Purificate da Ermes e da Atena dall’omicidio commesso, le Danaidi sposarono poi i Pelasgi e diedero così origine alla stirpe dei Danai, cioè i Greci.

In seguito furono uccise insieme con il padre Danao da Linceo, che volle così vendicare la morte dei fratelli; risparmiò la sola Ipermestra.

Nell’Ade, le Danaidi furono condannate da Zeus a espiare la loro colpa versando in eterno acqua in un vaso senza fondo.

Questo mito ha dato luogo al modo di dire La botte delle Danaidi per indicare coloro che, spreconi, non riescono a mettere niente da parte e che tanto più riscuotono tanto più spendono.

Dal questo mito, Eschilo ha tratto ispirazione per la tragedia Le Supplici.