Fisiocrazia: l’agricoltura unica attività produttiva

621
fisiocrazia

La fisiocrazia (dal greco “dominio della natura”) è una teoria economica che si è affermata in Francia nella seconda metà del Settecento. Il principale esponente è François Quesnay (1694-1774), economista e medico di corte di Luigi XV (quindicesimo).

Quesnay prese spunto dai primi studi sulla circolazione del sangue per analizzare la circolazione della ricchezza dentro il sistema economico. La sua opera principale è il Tableau économique (1758).

Nell’elaborazione della propria teoria Quesnay è influenzato in maniera fondamentale dalle condizioni economiche del suo Paese. In Francia infatti l’agricoltura è l’attività prevalente ed è esercitata in condizioni particolarmente vantaggiose rispetto al resto d’Europa, tanto che i prodotti agricoli francesi sono i più convenienti del continente.

Secondo Quesnay l’agricoltura è l’unico settore in grado di fornire un prodotto netto o sovrappiù e quindi di incrementare la ricchezza della nazione. Ritiene invece che il commercio e le attività di trasformazione industriale siano settori sterili. Essi infatti si limitano a trasformare o modificare l’aspetto fisico delle merci prodotte, senza accrescerne il valore, e quindi senza produrre il sovrappiù.

I fisiocratici sostenevano inoltre che lo Stato non dovesse intervenire nelle questioni economiche. Ad esempio non avrebbe dovuto penalizzare i produttori agricoli con tasse troppo alte, ma permettere loro di vendere liberamente – anche all’estero – quanto producevano. Infatti solo in un sistema di libero mercato, dominato dalle leggi della domanda e dell’offerta, le merci sarebbero state vendute a un prezzo giusto e remunerativo per i produttori. I produttori sarebbero stati così più motivati a modernizzare le loro aziende, proprio come avveniva, ad esempio, in Inghilterra in quel periodo.

In chiara opposizione al mercantilismo, dunque, i sostenitori della fisiocrazia sono liberisti, rifiutano cioè qualsiasi intervento dello Stato, sulla base del principio per cui ogni soggetto economico deve essere libero di prendere le decisioni che ritiene più opportune.

Nella loro interpretazione dei fenomeni economici e del ruolo dello Stato in economia i sostenitori della fisiocrazia includevano anche una critica al sistema dei privilegi di cui godevano, per tradizione, i ceti agiati nell’Europa di Antico Regime.