Il fumo e i suoi danni: tema svolto di Italiano

Il fumo e i suoi danni: perché smettere di fumare. Tema svolto di Italiano

Generalmente le sigarette vengono «scoperte» durante il passaggio dalle scuole secondarie di primo grado a quelle di secondo. Però sempre più ragazzi e ragazze sperimentano il fumo anche in età minore, fra gli 11 e i 12 anni. Perché i giovani iniziano a fumare? Per sperimentare qualcosa di nuovo, per sembrare adulti, per darsi un tono, per far colpo sulle ragazze, per vincere la timidezza, per scaricare lo stress o più semplicemente «perché lo fanno gli amici». I ragazzi e le ragazze che sanno dire di no alle sigarette, con molta probabilità, rimarranno non fumatori per tutta la vita, vivranno meglio e magari più a lungo.

Il fumo di sigaretta rappresenta infatti la principale causa di morte «evitabile» nella maggior parte dei Paesi sviluppati.

Il tabacco induce una fortissima dipendenza nei fumatori e il suo utilizzo non nuoce esclusivamente a chi ne fa uso, ma anche a chi è passivamente esposto al fumo altrui: dal bambino non ancora nato se la madre è esposta in gravidanza al fumo passivo, al bambino appena nato che viene allattato in un ambiente inquinato dal fumo delle sigarette, all’adulto nel quale fa aumentare il rischio di tumore polmonare e di infarto.

Ecco cosa assorbe il corpo quando si fuma:

  • la nicotina: provoca il fenomeno della assuefazione: il fumatore si abitua agli effetti stimolanti della nicotina e non può più farne a meno. Questa sostanza danneggia il cuore e i vasi sanguigni, in quanto aumenta la pressione nelle arterie e favorisce così la formazione di strutture che occludono i vasi;
  • il monossido di carbonio: si sprigiona dalla combustione del tabacco ed è estremamente tossico, in quanto si fissa sui globuli rossi e riduce il trasporto di ossigeno alle cellule. Provoca quindi minor nutrimento dei tessuti, sangue meno ossigenato, ingiallimento della pelle, invecchiamento precoce, ridotta capacità respiratoria;
  • il catrame: è prodotto dalla combustione del tabacco e della carta. È responsabile di vari tipi di tumore, tra cui il cancro del polmone, una forma tumorale tra le più temibili;
  • formaldeide, arsenico, derivati del cianuro e altre sostanze tossiche e irritanti: provocano accumulo di muchi nei bronchi, bronchite cronica, enfisema, aumento del rischio di cancro.

È inoltre dimostrato che il fumo altera l’efficienza mentale e fisica, riduce la capacità di concentrazione e la possibilità di prestazioni sportive soddisfacenti.

Non cominciare a fumare è facile, smettere è sicuramente molto più difficile. Quindi “No, grazie, non fumo” deve essere la risposta decisa a chiunque cerca di trascinarci in questa pericolosa abitudine. Certo, può essere difficile quando è il gruppo di amici a invitarci a fumare, ma ricordiamoci che dire di “no” può sembrare una debolezza ma in effetti, rifiutare una sigaretta, è un segnale di forza, la dimostrazione di essere in grado di restare nel gruppo mantenendo autonomia di giudizio e comportamento.

A protezione dei “fumatori passivi” esistono leggi ben precise che ormai vietano di fumare sui mezzi pubblici, nei cinema, nei teatri, nelle scuole di ogni ordine e grado, negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie. Ristoranti, bar, banche, stazioni e, in generale, tutti gli uffici pubblici e privati aperti al pubblico devono allestire zone apposite per i fumatori, provviste cioè di impianti di aereazione adeguati. Infatti l’azione del fumo:

  • è dannosa per chi si trova in ambienti dove si fuma, soprattutto per bambini, anziani e ammalati;
  • può provocare gravi danni al nascituro: una donna che fuma in gravidanza costringe il bambino che porta in grembo a “fumare” con lei;
  • è responsabile degli incendi nelle case, nei luoghi di lavoro e nei boschi;
  • è causa di molti incidenti stradali e nei luoghi di lavoro per il rallentamento dei riflessi provocato dal fumo e per la distrazione che subentra quando si maneggiano le sigarette.