Jack Kerouac
Jack Kerouac

Jack Kerouac nasce a Lowell, nel Massachusetts il 12 marzo 1922.
È figlio di immigranti franco-canadesi e il più giovane di tre figli.
Jack Kerouac decide di diventare uno scrittore, quando suo fratello muore all’età di nove anni. Queste prime esperienze di vita e l’educazione cattolica producono in lui una visione spirituale della vita, un aspetto particolarmente influente nelle sue opere.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Kerouac viaggia molto attraverso gli Stati Uniti e a New York conosce il poeta Allen Ginsberg, il romanziere William Burroughs e l’intellettuale Neal Cassidy.

Questo circolo viene ben presto individuato come il fulcro della Beat Generation. Da piccolo gruppo di scrittori, la Beat Generation diventa successivamente un movimento. Il termine viene coniato da Jack Kerouac nel 1948 e diffuso nel 1952, quando uno degli amici di Kerouac, il giornalista americano John Clellon Holmes, scrive un articolo per il New York Times Magazine, intitolato Questa è la Beat Generation.

Beat in origine ha il significato di stanco, logoro, insoddisfatto. E indica, in questo particolare periodo storico, giovani contro il capitalismo e contro lo stile di vita borghese americano, propugnando un ideale di vita basato sulla tolleranza e sulla libertà in tutte le sue forme. Il termine beat mantiene un secondo significato: sacro. Kerouac nei suoi romanzi si propone di catturare la santità segreta degli oppressi.

Il primo e il più famoso romanzo di Kerouac, libro culto della Beat Generation, è On the road, Sulla strada.

Il romanzo On the road racconta la storia di due giovani, Sal, dotato di ambizioni letterarie, e Dean, appena uscito dal riformatorio. È Dean ad affascinare l’altro. Insieme, e spesso uniti ad altri amici, fanno lunghi viaggi, da New York a San Francisco e poi a Los Angeles e infine in Messico, dove Sal febbricitante viene abbandonato dall’amico, che peraltro non può fare a meno di continuare ad ammirare.

La popolarità raggiunta dal suo romanzo, pubblicato nel 1957, spaventa Kerouac stesso, che, suo malgrado, diventa il profeta della contestazione studentesca.

Kerouac si racchiude nella solitudine, precipitando progressivamente nel vortice della dipendenza da alcool e droga. Ma furono gli anni sessanta gli anni del suo successo: il libro si diffonde notevolmente, i giovani lo imitano, facendo l’autostop in giro per gli Stati Uniti o saltando sui treni merci.

Si diffonde il fenomeno della fuga dalla casa paterna e dalle grandi città, senza soldi e senza mezzi, per vivere liberamente la propria vita a dispetto di tutto e di tutti e insieme un modo per evadere dalle brutture della società.

Kerouac scrive altre opere quali I vagabondi del Dharma, I sotterranei, Big Sur, testimone della disintegrazione di tutte le sue speranze, Angeli di desolazione.
La fama di Kerouac nei suoi ultimi anni di vita si affievolisce e la sua salute è ormai compromessa dall’alcol e dalle droghe.

Muore nel 1969, il 21 ottobre, a soli 47 anni, per via di un’emorragia interna, causata da una cirrosi epatica.

I membri della Beat Generation, quali Jack Kerouac e i suoi amici scrittori e quei giovani che successivamente li imiteranno, vengono, poi, dispregiativamente definiti Beatniks da un giornalista del San Francisco Chronicle. Nik deriva da Sputnik, satellite che viene lanciato dall’Unione sovietica in quegli anni. Obiettivo del giornalista Herb Caen in un suo articolo del 2 aprile 1958 è sottolineare la lontananza della Beat Generation dalla società contemporanea e additarli come comunisti per il loro atteggiamento avverso al capitalismo, in un’era in cui gli Stati Uniti sono attraversati da un sentimento anticomunista e pervasi da una sorta di paura sovietiva, suscitata dalla guerra fredda che imperversava.

Il termine Beatnik diventa una sorta di stereotipo che ricalca gli aspetti negativi di quella Beat Generation, che spesso attiravano l’attenzione per il loro essere diversi, per la loro trascuratezza nel vestire e nell’igiene. In un epoca in cui in America si affermano le virtù mascoline, essi portavano capelli e barbe lunghe, jeans sformati, vecchie t-shirt e sandali. E così dei Beatniks si sottolinea come vivessero in appartamenti sporchi, facessero uso di droghe, commettessero crimini e fossero in continuo movimento attraverso gli Stati Uniti, facendo autostop, come esplorassero la nudità, la sessualità e si spingessero oltre i limiti, ricercando droghe allucinogene e alcool per espandere il loro mondo alla scoperta di nuovi confini.

La Beat generation di Jack Kerouac evoca l’escapismo e crea quella cultura underground, di cui il jazz fa parte e viene apprezzato per l’improvvisazione, per la sua spontaneità, celebra la libertà di espressione, la poesia e le religioni orientali.

Kerouac e gli altri scrittori e poeti della Beat Generation creano un nuovo linguaggio: vitale, autentico, individuale, espressione delle loro intense esperienze di vita, lontano dal linguaggio convenzionale, conservativo, noioso e inadeguato.