la civiltà micenea: origini, espansione, crollo
Maschera di Agamennone, XVI secolo., oro sbalzato, h. 20,5 cm. Atene, Museo Archeologico Nazionale

La civiltà micenea: origini, espansione, crollo. Riassunto di Storia schematico e completo per conoscere e memorizzare rapidamente

Verso il 1450 a.C. Creta cadde sotto l’influenza di genti provenienti dalla Grecia continentale: gli Achei o Micenei.

Gli Achei o Micenei erano una popolazione indoeuropea giunta in Grecia verso il 1900 a.C. In Grecia, specialmente nel Peloponneso, diedero vita a una serie di piccoli regni, ognuno centrato su una rocca fortificata. Il più potente era quello di Micene e per tale ragione la civiltà degli Achei viene definita micenea.

A partire dal 1500 a.C. i Micenei o Achei diedero inizio a un movimento di espansione, che da un lato allargò il raggio dei loro traffici commerciali (che raggiunse l’Italia meridionale, l’Egitto, la costa siro-palestinese), dall’altro le portò a controllare Creta, Rodi e le isole dell’Egeo e a fondare città e staterelli achei sulle coste dell’Asia Minore.

Nel quadro di questa espansione va probabilmente collocato il conflitto di una federazione di principi achei contro Troia, una città-stato dell’Asia Minore che controllava i commerci verso il Mar Nero.

La fama della guerra di Troia è legata al fatto che costituì la materia di due grandi poemi epici che la tradizione greca attribuisce al poeta Omero, L’Iliade e l’Odissea.

La civiltà micenea era palaziale, come quella cretese, cioè il palazzo reale rappresentava il centro politico e amministrativo. Ma le analogie finiscono qui perché a differenza degli aperti e sontuosi palazzi cretesi, le rocche micenee erano poste su alture e difese da poderose mura, segno evidente di una civiltà guerriera. Sono le cosiddette mura ciclopiche: possenti mura di pietra, costruite con grandi massi squadrati. Il termine deriva dal nome dei Ciclopi, i giganti con un occhio solo, che secondo la leggenda avrebbero costruito quelle mura per Perseo, fondatore e primo re di Micene.

La società micenea era centralizzata e gerarchica. Al vertice stava il re (vanax), anche la regina (vanassa) aveva un ruolo importante. Il re aveva funzioni politiche, amministrative  e religiose. Lo affiancava il comandante dell’esercito, il lavagetas. Veniva poi l’aristocrazia guerriera (lavos), i nobili armati che erano anche proprietari terrieri. Al di sotto della nobiltà guerriera c’era il damos: funzionari, artigiani, commercianti, contadini. All’ultimo gradino della scala sociale stavano i lavoratori manuali di condizione servile.

La civiltà micenea poggiava la propria economia su una prospera agricoltura (cereali, olivo, vite, frutta, lino), integrata dall’allevamento degli ovini, dalla produzione artigianale orafa e di armi in bronzo.

La civiltà micenea decadde rapidamente tra il 1200 e il 1100 a.C. a causa dell’arrivo dei Dori, una popolazione proveniente da nord, che invase i territori achei e ne distrusse le roccheforti.

I Dori però non rappresentarono l’unica causa della decadenza della civiltà micenea, ci furono una serie di fattori concomitanti di vario ordine: terremoti, carestie, spostamenti di popolazioni, inclusi gli stanziamenti dei Dori.

Nel prossimo articolo: Invasione dei Dori e la civiltà greca nell’età oscura