Il partigiano Johnny, di Beppe Fenoglio: riassunto
Foto Aldo Agnelli, archivio Centro Studi Beppe Fenoglio Onlus, Alba

Il partigiano Johnny, pubblicato postumo (1968), è l’opera più nota di Beppe Fenoglio, che lo ha reso uno dei più importanti autori del Secondo Novecento italiano. Qui il riassunto e il commento.

Lo studente Johnny – protagonista del romanzo – è rientrato fortunosamente ad Alba dopo l’8 settembre. Decide di rompere ogni legame con la vita precedente e di andare in collina per combattere con i partigiani.

In un primo momento entra nelle fila dei partigiani «rossi», comunisti, poi passa con le formazioni «azzurre» dei partigiani badogliani di ispirazione monarchica e conservatrice. Prende parte ai ventitré giorni dell’occupazione di Alba e ad alcuni terribili scontri con i fascisti.

Sfuggito alla cattura, Johnny trascorre l’inverno del 1944 in assoluta solitudine sulle colline e qui acquista consapevolezza del valore e dell’importanza della lotta partigiana. In primavera riprende a combattere. Nel finale Johnny partecipa ad un’ultima, eroica azione di guerra. Rimasto senza munizioni, afferra l’arma del compagno morto e cerca di alzarsi per riprendere a combattere. Poi Fenoglio lascia intendere che Johnny trovi la morte nel conflitto a fuoco a due mesi dalla Liberazione: «Johnny si alzò col fucile… Due mesi dopo la guerra era finita».

Il partigiano Johnny offre un’immagine anticonformistica e demistificante della guerra partigiana. La rappresentazione che Fenoglio offre della Resistenza e della lotta partigiana è fortemente antiretorica e ben lontana dalla mitizzazione di fatti e personaggi presente in altri autori. I partigiani non incarnano sempre e necessariamente valori e ideali altamente positivi. È l’aspetto meno bello ed edificante della Resistenza, ma è reale e Fenoglio stesso lo ha sperimentato negli anni della sua militanza come partigiano. Fenoglio ne parla in modo chiaro e sincero, senza compiacimento né vergogna. Ne parla perché tutto questo è stato parte di quella realtà che è sempre protagonista nelle sue opere, qualunque essa sia.

Il romanzo si sviluppa senza enfasi e senza alcun abbandono sentimentale, con una tensione drammatica.

La scrittura è scarna e concentrata, quasi dura, come i luoghi, i personaggi e i gesti che descrive, ed è intesa soprattutto a scandire il ritmo dell’azione.

Tipico di Beppe Fenoglio è poi il lessico che miscela, con particolari effetti espressivi, termini letterari anche preziosi, costrutti e vocaboli dialettali ed espressioni inglesi o ricalcate sull’inglese.