La Prima Guerra Mondiale fu combattuta tra il 28 luglio 1914 e l’11 novembre 1918. Rappresentò un momento di profonda trasformazione storica, perché cambiò sia gli equilibri politici, militari ed economici tra gli Stati del mondo sia le coscienze degli individui. È conosciuta anche con il termine la Grande Guerra, perché è stata il più grande e totale conflitto armato mai combattuto fino alla Seconda Guerra Mondiale.
Coinvolse 28 paesi contrapposti tra le forze dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia e loro alleati) e gli Imperi dell’Europa Centrale (Austria-Ungheria, Germania e loro alleati) che avevano mire imperialistiche. Si definisce mondiale anche perché si combatté, oltre che in Europa, nell’Impero ottomano, nelle colonie tedesche in Asia e su tutti i mari.
Perché scoppiò la Prima guerra mondiale: cause principali
Nei primi anni del Novecento, fra i diversi Paesi europei c’erano molti conflitti economici e politici:
- La Germania era diventata una grande potenza industriale e militare e aveva un piccolo impero in Asia, Africa e Oceania. L’Inghilterra, potenza egemone, era molto preoccupata per l’espansione tedesca e si sentiva minacciata.
- La Francia era nemica della Germania, perché voleva riprendere l’Alsazia e la Lorena, due territori al confine tra i due Paesi, che la Francia aveva perso nella guerra del 1870.
- Fra Italia e Austria c’era una situazione difficile. Anche se i due Stati facevano parte della Triplice Alleanza, l’Italia voleva prendere all’Austria il Trentino e la Venezia Giulia, due territori di lingua italiana, e completare così l’unità del Paese, iniziata nel 1860.
- La Polonia, divisa tra Austria, Germania e Russia, voleva l’unità e l’indipendenza.
- L’area di maggiore crisi era il territorio dei Balcani. L’Impero ottomano, che aveva controllato per molto tempo quei territori e i molti popoli che li abitavano, era in crisi da tempo e la Russia e l’Austria erano molto interessate a espandersi ancora nella penisola balcanica. D’altra parte la Serbia, che era lo Stato più forte di quella regione ed era appoggiato dalla Russia, voleva prendere all’Austria i suoi territori nel Balcani, la Bosnia e l’Erzegovina, per riunire tutti i popoli di lingua e cultura slava in un unico Stato.
Chi combatteva nella Prima guerra mondiale: schieramenti e alleanze
Il casus belli, ovvero la causa occasionale che scatenò il primo conflitto mondiale fu l’attentato a Sarajevo (28 giugno 1914), capitale della Bosnia, nel quale morirono l’Arciduca Francesco Ferdinando (erede al trono dell’Impero austro-ungarico) e sua moglie Sofia. L’attentato era stato organizzato dal gruppo nazionalista Giovane Bosnia, contrario all’annessione della Bosnia all’Austria. Il 23 luglio l’Impero austro-ungarico inviò alla Serbia un ultimatum, che prevedeva una serie di richieste, tra cui: la chiusura di associazioni nazionaliste, la censura della stampa, l’arresto di complici e, in particolare, la partecipazione di funzionari austriaci alle indagini sul territorio serbo. La Serbia rifiutò, l’ultimatum fu considerato respinto e il 28 luglio 1914 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia, ritenuta corresponsabile dell’attentato.
Gli schieramenti
Nel giro di pochi giorni entrarono nel conflitto le principali potenze europee: Russia, Francia e Inghilterra (Triplice Intesa) a fianco della Serbia; la Germania con l’Impero austro-ungarico, mentre l’Italia, inzialmente, rimase neutrale (Triplice Alleanza).
Prima guerra mondiale: fasi e battaglie principali 1914-1918
Prima guerra mondiale 1914: dall’attentato di Sarajevo alla Marna
Il 6 agosto l’esercito tedesco occupò il Belgio (che si era dichiarato neutrale) e, pochi giorni dopo, entrarono in Francia. Ai primi di settembre l’esercito tedesco era quasi giunto alle porte di Parigi, ma i Francesi ne bloccarono l’avanzata con la Battaglia della Marna (6-12 settembre), costringendo i tedeschi a ripiegare.
La Battaglia della Marna segnò la fine della guerra-lampo prevista dai Tedeschi e il conflitto si trasformò in una guerra di trincea, ovvero in una estenuante guerra di logoramento, scandita da brevi ma micidiali scontri quotidiani, con perdite umane mai verificatesi in nessun conflitto precedente. A Natale del primo anno di guerra, sul solo Fronte occidentale le perdite ammontavano già a 400 000 morti e quasi un milione di feriti.
A Oriente, intanto, dopo l’invasione russa della Prussia orientale, i Tedeschi (comandati da Hindenburg e Ludendorff) respinsero il nemico nelle battaglie di Tannenberg (27-30 agosto) e dei Laghi Masuri (9-14 settembre).
In Serbia, gli Austriaci conquistarono Belgrado il 2 novembre, per perderla il 16 dicembre. Truppe anglo-francesi penetrarono nei possedimenti tedeschi in Africa.
Infine, i britannici ebbero la meglio al largo delle isole Falkland, sbaragliando i Tedeschi (8 dicembre).
Prima guerra mondiale 1915: ingresso dell’Italia in guerra
Il 26 aprile 1915 il Governo italiano firmò un accordo segreto, il Patto di Londra, che prevedeva l’ingresso dell’Italia in guerra al fianco della Triplice Intesa con la promessa di ottenere, finite le ostilità, il Trentino, il Tirolo Cisalpino, Trieste, Gorizia, l’Istria fino al Quarnaro esclusa Fiume, la Dalmazia, Valona e il protettorato sull’Albania, le isole del Dodecaneso, il bacino carbonifero di Adalia e altri compensi coloniali.
Il 24 maggio 1915 l’Italia, nonostante l’opposizione della maggioranza del Parlamento, entrò in guerra, schierandosi con la Triplice Intesa, contro Austria e Germania sue alleate sino a quel momento.
Tra giugno e dicembre, il generale Luigi Cadorna, comandante in capo dell’esercito italiano, schierò il grosso delle truppe lungo il fiume Isonzo e sull’altopiano del Carso, dove erano attestate le forze austro-ungariche: Cadorna sferrò quattro sanguinose offensive (le prime quattro battaglie dell’Isonzo) senza riuscire a cogliere alcun successo. Alla fine dell’anno, dopo aver perso quasi 250 000 uomini tra morti e feriti, l’esercito italiano si trovava a combattere sulle stesse posizioni su cui era schierato in giugno.
Nel mese di agosto, i Tedeschi costrinsero i Russi a lasciare Polonia, Lituania e Kurlandia.
Il 14 ottobre, la Bulgaria, alleatasi con Germania, Austria-Ungheria e Impero Ottomano, entrò nel conflitto.
L’Impero ottomano colse il pretesto del conflitto per mettere in atto il genocidio degli Armeni (oltre un milione di vittime).
Prima guerra mondiale 1916: Verdun e Somme
21 febbraio-24 giugno, i Tedeschi attaccarono l’esercito francese a Verdun: la battaglia, della durata di quattro mesi, costò complessivamente oltre 600 000 morti.
La carneficina proseguì nei mesi successivi, quando gli Inglesi tentarono una controffensiva sul fiume Somme. Qui, in sei mesi, il numero dei morti arrivò a quasi un milione.
Il 21 marzo, in Trentino, dopo l’inutile quinta battaglia dell’Isonzo, gli Austriaci lanciarono la Strafexpedition (spedizione punitiva) contro l’Italia: sfondarono ad Asiago ma, contenuti in Valsugana e sul Pasubio, cedettero al contrattacco italiano (4-7 agosto) che portò alla conquista del Sabotino, del Podgora, di Oslavia, San Michele e Gorizia.
31 maggio-2 giugno, nella battaglia dello Jutland, al largo della costa danese, la flotta tedesca inflisse gravi perdite a quella inglese, ma il dominio dei mari restò all’Inghilterra.
Il 27 agosto, la Romania entrò in guerra al fianco dell’Intesa; lo stesso giorno l’Italia dichiarò guerra alla Germania.
Prima guerra mondiale 1917: Caporetto e intervento USA
Gli attacchi dei sommergibili tedeschi ai convogli americani che portavano rifornimenti agli Alleti provocarono l’entrata in guerra degli Stati Uniti (6 aprile), con a fianco il Brasile, altri Stati dell’America Latina e la Cina. La Russia, invece, lacerata dalla Rivoluzione che stava vivendo e dalla grave crisi economica e militare, decise di uscire dalla guerra.
Il 24 ottobre l’esercito italiano subì una gravissima sconfitta a Caporetto, dove i tedeschi intervennero a fianco degli austriaci. L’Italia perse moltissimi territori e solo sulla linea del fiume Piave fu possibile organizzare un’efficace linea di difesa. La sconfitta di Caporetto provocò la rimozione del generale Cadorna dai vertici dell’esercito italiano: al suo posto fu nominato Armando Diaz, che seppe risollevare il morale dell’esercito e mobilitare psicologicamente l’intero Paese contro gli Austriaci.
Prima guerra mondiale 1918: Vittorio Veneto e armistizi
La Russia, che si era ritirata dal conflitto, stipulò con la Germania la Pace di Brest-Litovsk (3 marzo 1918) con cui rinunciava a Polonia orientale, Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia e Transcaucasia e riconosceva l’indipendenza dell’Ucraina.
Nella primavera, l’Intesa respinse un attacco sul fronte occidentale e, dopo le battaglie della Marna e di Amiens, tutti i fronti degli Imperi centrali crollarono.
Il 29 ottobre l’Italia sconfisse gli Austriaci a Vittorio Veneto. Il 2 novembre, gli Italiani entrarono a Trento e a Trieste.
Il 3 novembre, l’Austria firmò con l’Italia l’Armistizio di Villa Giusti. Il 4 novembre, l’Armistizio di Villa Giusti entrò in vigore e cessarono le ostilità.
11 novembre:
- fu firmato l’Armistizio di Compiègne: l’atto segnò la fine della Prima guerra mondiale
- l’imperatore Carlo I d’Austria abdicò: in Austria fu proclamata la Repubblica;
- lo smembramento dell’Impero asburgico portò alla nascita della Polonia e della Cecoslovacchia.
Approfondimenti sulla Prima guerra mondiale
- Conferenza di Parigi e nuovo ordine geopolitico
- Trattati di Pace Prima guerra mondiale
- Conseguenze prima guerra mondiale

