La Marsigliese, da canto rivoluzionario a inno nazionale
Partitura della Marsigliese, 1792. Biblioteca Nazionale, Parigi

La Marsigliese fu composta il 26 aprile 1792 dall’ufficiale Joseph Rouget de Lisle (1760-1836), che si apprestava ad affrontare le truppe austro-prussiane. Era nata con il titolo Canto di guerra per l’armata del Reno.

Qualche mese dopo, però, il battaglione dei federati marsigliesi la cantò come proprio inno in occasione della festa della Rivoluzione a Parigi e per questo passò alla storia come La Marseillaise (La Marsigliese).

Nel 1795 La Marsigliese fu adottata come inno nazionale di Francia. In seguito la canzone fu messa al bando da Napoleone Bonaparte, Luigi XVIII di Borbone e Carlo X di Borbone, rimanendo così soppressa dal 1807 al 1831.

Solo dopo le Tre gloriose giornate parigine La Marsigliese fu nuovamente introdotta come inno nazionale dal 1831 al 1852 ed Hector Louis Berlioz ne elaborò una versioone orchestrale.

Durante il Secondo Impero francese di Napoleone III (dal 1852 al 1870), La Marsigliese venne sostituita dalla canzone Partant pour la Syrie, la cui composizione musicale è storicamente attribuita a Ortensia di Beauharnais, la madre di Napoleone III.

La Marsigliese fu nuovamente considerata inno nazionale di Francia a partire dal 1876.

Dal testo traspare il forte sentimento patriottico di un esercito impegnato a difendere non solo un territorio ma soprattutto un ideale. Emerge anche chiaramente, fin dalle prime strofe, la violenza e l’asprezza di un paese in guerra:

Avanti figli della Patria. Il giorno della gloria è arrivato! Contro di noi della tirrania, lo stendardo sanguinante si è levato! Sentite nelle campagne ululare questi feroci soldati? Vengono in mezzo a voi a sgozzare i vostri figli, le vostre compagne! Alle armi, cittadini! Formate i vostri battaglioni! Marciamo, marciamo! Che un sangue impuro irrighi i nostri solchi!