Massoneria - Un nobile presta il giuramento massonico. Incisione del 1750 ca.
Massoneria - Un nobile presta il giuramento massonico. Incisione del 1750 ca.

Il termine “massoneria” proviene dal francese maçon, che significa “muratore”. Probabilmente la moderna associazione risale alle corporazioni dei liberi muratori (free-masons) medievali, dalle quali ricavò gli stessi simboli: la livella, il filo a piombo, il compasso¹.

A partire dalla fine del XVII secolo, gli artigiani iniziano ad accogliere nelle proprie file nuovi adepti, non più legati al mestiere. Questi erano intellettuali, liberi pensatori, alchimisti, occultisti, che vi trovarono rifugio e protezione, trasformando la massoneria in un’associazione culturale e umanitaria, basata su principi di fratellanza, tolleranza e uguaglianza. Ciò spiega il grande successo di cui essa godette nel Settecento, incontrandosi con i grandi valori culturali dell’Illuminismo.

La moderna massoneria nacque ufficialmente a Londra. Il 24 giugno del 1717, giorno di San Giovanni Battista, le logge londinesi² si unirono a formare la Grande Loggia d’Inghilterra, che nel 1723 ricevette un’organizzazione stabile basata sulle Costituzioni di Anderson (James Anderson, 1679 -1739, ministro di culto della Chiesa Presbiteriana scozzese, tra i redattori delle Costituzioni).

A capo di tutte le logge c’era il Gran Maestro della Loggia inglese. Tutte le singole logge avevano un’uguale organizzazione. Importante era la corrispondenza con le altre logge. I membri erano suddivisi in apprendisti, compagni e maestri, gradi che si ottenevano uno dopo l’altro in questo ordine.
Le assemblee consistevano in un pasto conviviale, con una conferenza, una discussione e una colletta. C’era infatti l’obbligo alla beneficenza, che in Inghilterra, ma anche altrove, si esprimeva in molteplici iniziative di riforma economica e sociale: dalla fondazione di ricoveri e di scuole per i poveri, all’organizzazione di aiuti medici come nel caso della vaccinazione antivaiolosa e molte altre iniziative.

Tra i massoni vi era un’ampia solidarietà: «Se un confratello viene arrestato per debiti, questi vengono pagati, non appena si possa fornire una prova della sua rettitudine. Un confratello ammalato, che non sia in grado di provvedere quanto occorre per la propria assistenza, riceve dalla loggia di appartenenza due ghinee alla settimana, a meno che la sua malattia non sia stata originata dal gozzovigliare e da una vita sregolata: il medico, il chirurgo ed il farmacista della loggia si mettono a sua disposizione gratutitamente, con la propria opera ed assistenza e con i medicamenti necessari. Questi tre servitori della salute vengono assunti da ogni loggia».

Nelle «Costituzioni» si afferma che il massone dev’essere un uomo pieno di benevolenza e umanità, un uomo buono, fedele, guidato dall’onore e dall’onestà, «amico dei ricchi e dei poveri», nella misura in cui essi siano virtuosi.

La massoneria si colloca, quindi, all’interno della corrente del cristianesimo illuminato, ovvero la religione naturale (quel deismo illuminista che si ritrova nel pensiero di Voltaire e nella Dichiarazione d’Indipendenza) e fa proprio il principio di tolleranza tanto che alle logge viene permesso l’accesso agli ebrei e le differenze confessionali vengono annullate: vi sono membri anglicani, dissidenti, cattolici.

La massoneria ebbe ben presto un successo senza pari. Nel 1725 – otto anni dopo la sua fondazione – si contavano in Inghilterra 52 logge; ma l’idea si diffuse anche in Francia e in Spagna e in tutta Italia (in particolare a Roma, a Firenze, a Milano, a Torino). Quindi si diffuse nei Paesi Bassi, nella Svizzera occidentale e da Amburgo verso la Germania, passando poi a Vienna, Praga, Dresda. Da Dresda fu esportata a Varsavia e raggiunse San Pietroburgo. Seguirono la Svezia e la Danimarca, ed infine l’Austria, la Transilvania e l’Ungheria.

Gli aderenti alla massoneria provenivano soprattutto dai ceti medi e alti. Divennero massoni Francesco Stefano di Lorena (1731) futuro imperatore, ed il principe prussiano Federico (1738), futuro re di Prussia. Si associarono l’alta e la piccola nobiltà, molti studiosi ed esponenti del clero, in particolare di quello anglicano; diplomatici, banchieri, mercanti ed ufficiali. Nelle logge ci si conosceva, si stringevano amicizie, si ricevevano lettere di presentazione che potevano aprire case molto importanti.

La Chiesa cattolica prese chiaramente posizione contro la massoneria per il suo carattere laico e anticlericale. Il 28 aprile 1738 papa Clemente XII emanò la bolla In eminenti apostulatus specula: documento di condanna della massoneria e di scomunica per tutti coloro che vi aderivano. Nel 1739 nel granducato di Toscana si scatenò una vera e propria persecuzione, mentre nel 1743 l’imperatrice Maria Teresa sciolse la loggia di Vienna e  anche altrove si verificarono interventi ufficiali, ma dato che la massoneria era una società segreta, le logge disciolte seguitarono a esistere semplicemente sotto diverso nome.
Anche nei paesi protestanti la massoneria visse momenti difficili, non in base a motivi teologico – religiosi ma per considerazioni di natura politica: i governi erano fortemente sospettosi di un movimento internazionale cresciuto al di fuori delle istituzioni statali. Ma alla lunga anche i loro interventi non ebbero successo.

L’organizzazione verticistica e gli ideali di libertà, uguaglianza e solidarietà della massoneria ispirarono le società segrete dell’Ottocento, come la Carboneria in Italia, i Comuneros in Spagna, gli Adelfi e i Filadelfi in Francia.

Nel 1925 la massoneria fu sciolta dal fascismo e tornò a ricostituirsi nel 1944. Dagli anni Ottanta è tornata alla ribalta a causa della P2, la loggia a cui aderirono politici, militari e finanzieri che si prestarono, sotto la guida di Licio Gelli, a tentativi destabilizzanti della democrazia.

Questo argomento è tratto da Ulrich Im Hof, L’Europa dell’Illuminismo.

Ulrich Im Hof (1917-2001) ha insegnato per molti anni Storia moderna all’Università di Berna.

¹ Alcuni negano la provenienza della massoneria dall’antica corporazione medievale, e attribuiscono al termine maçon un significato simbolico, allusivo al progetto di costruire una nuova società, che animava i suoi aderenti.

² Le associazioni si chiamavano “logge”, dal nome delle capanne vicino alle chiese in cui si riunivano  i muratori.