La scoperta del fuoco e le sue conseguenze

La scoperta del fuoco, ovvero la possibilità di produrlo, avvenuta circa 400.000 anni fa, portò l’uomo del Paleolitico verso quelle abitudini che ancora oggi lo caratterizzano.

Le conseguenze della scoperta del fuoco

Gli usi del fuoco furono subito innumerevoli. Il fuoco:

  • era una fonte di luce. Prima del fuoco, gli uomini vivevano al ritmo scandito dalla luce solare. Qualsiasi attività doveva cessare al calare della notte; con il fuoco, l’uomo ebbe invece una quantità di tempo maggiore da destinare al lavoro;

 

  • era anche una fonte di calore, che consentiva di superare gli inverni più freddi, senza soccombere;

 

  • rappresentava un’arma potente con cui tenere lontane le belve più aggressive e serviva per la caccia, terrorizzando le prede e spingerle nella direzione voluta;

 

  • poteva essere utilizzato come uno strumento, per sbriciolare pietre di grosse dimensioni, o per plasmare le ossa degli animali, piegandole nella forma desiderata per farne uno strumento;

 

  • con il fuoco era possibile cuocere gli alimenti. Fu possibile quindi mangiare cibi che in precedenza non erano considerati commestibili. La possibilità di cuocere il cibo modificò l’aspetto dell’uomo: la mandibola, per esempio, dovendo macinare carni più tenere, si ridusse di dimensioni;

 

  • divenne un’importante fattore di coesione familiare e sociale: divenne cioè un luogo intorno al quale riunirsi per consumare i pasti o svolgere altre attività, rafforzando così i legami sociali.

 

  • Infine, il tempo trascorso davanti al fuoco portò sicuramente, un pò alla volta, allo sviluppo di un linguaggio più ricco, fatto non più di soli gesti e di suoni, ma anche di parole.

 

In che modo l’uomo primitivo si procurava il fuoco?

In tempi preistorici i metodi per creare una fiamma erano principalmente due:

  • sfregando due legnetti tra loro;
  • battendo tra loro due pietre in modo che ne scaturissero delle scintille che davano fuoco a delle foglie secche.