nestorianesimo e monofisismo

Nestorianesimo e Monofisismo: sono entrambi movimenti religiosi cristiani sorti nel V secolo e riguardano la definizione della natura di Gesù Cristo, la sua divinità.

Il Nestorianesimo

Il Nestorianesimo è un movimento religioso cristiano sorto nel V secolo per opera del patriarca di Costantinopoli Nestorio (428-431).

Nestorio sosteneva la dottrina secondo cui in Cristo, così come sussistevano due nature (divina e umana), sussistevano anche due persone corrispondenti.

Il Concilio di Efeso del 431 condannò il Nestorianesimo. Affermò che natura umana e natura divina si incontravano e coesistevano in Cristo in una sola persona.

In particolare il Concilio di Efeso del 431 affermò, contro Nestorio, che Maria, la Madre di Gesù, è Theotókos, cioè Madre di Dio, in quanto ha generato Gesù che è vero Dio e vero uomo, Figlio unico del Padre. Nestorio affermava invece che Maria può essere chiamata unicamente Christotokós, cioè Madre di Cristo, perché essa aveva messo al mondo soltanto l’uomo Gesù. Da ultimo, Nestorio non riconosceva che il peccato originale fosse insito nella natura umana.

La condanna del Concilio di Efeso al Nestorianesimo venne riaffermata dal Concilio di Calcedonia del 451 e dal Concilio di Costantinopoli del 553.

In Occidente i Nestoriani furono perseguitati e dispersi; in Oriente invece ebbero grande diffusione. Decaddero definitivamente nel corso del XIV secolo sotto l’Islam. I Nestoriani passati al cattolicesimo costituiscono la Chiesa cattolica caldea.

Il Monofisismo

Al pari del Nestorianesimo il Monofisismo (da monos, in greco, “uno”, e physis, “natura”) è un importante movimento religioso cristiano sorto nel V secolo per opera del monaco Eutiche (378-454).

Secondo Eutiche Cristo ha un’unica natura, quella divina (questa tesi perdura oggi nelle Chiese copta, siriaca giacobita, armena).

Il Concilio di Costantinopoli nel 448 condannò Eutiche come eretico e lo depose dal proprio incarico. Appoggiato però dal patriarca di Alessandria d’Egitto Dioscoro, Eutiche ottenne la convocazione di un altro concilio, che si tenne nel 449 a Efeso.

Il Concilio di Efeso del 449 si svolse in un clima di violenza e si concluse con la dichiarazione di ortodossia (“corretta dottrina”) del Monofisismo.

A far pendere la bilancia dalla parte dei monofisiti concorsero anche motivazioni di carattere strettamente politico: la fedeltà della Siria e dell’Egitto, culla del Monofisismo, era indispensabile per la conquista dell’Africa vandala.

Se l’imperatore si dimostrava tollerante verso questa eresia, contro il Monofisismo prese invece posizione netta la Chiesa di Roma. Papa Leone I (440-461) sosteneva infatti che nella persona unica di Cristo sussitono due nature (umana e divina), distinte ma inseparabili. Il Concilio di Calcedonia del 451 riconobbe questa posizione come ortodossa.

La supremazia del pontefice, accettata in Occidente, fu invece contestata in Oriente sia dai vescovi sia dall’imperatore. Inoltre le conclusioni di Calcedonia non servirono a eliminare il Monofisismo, che continuò a incontrare molti favori in Oriente e a costituire per secoli un problema per gli imperatori bizantini.