Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
Orlando Furioso - "Orlando impazzito per amore", dipinto da Giovanni Boulanger nel 1650-52, Sassuolo, Palazzo Ducale

L’Orlando Furioso è un poema cavalleresco di Ludovico Ariosto. È composto da 46 canti in ottave, cioè costituiti da strofe di otto versi endecasilabi, dette appunto «ottave». Divenne ben presto l’opera letteraria italiana simbolo del Rinascimento in tutta Europa.

La stesura e le edizioni dell’Orlando Furioso

Ariosto inizia la stesura dell’Orlando Furioso intorno al 1505, quando ha poco più di trent’anni. Esso si presenta come la continuazione di un poema precedente, l’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo.

All’Orlando Furioso l’Ariosto lavora per tutta la vita. Il 22 aprile 1516 pubblica la prima versione. Nel 1521 esce la seconda edizione, con dei ritocchi più o meno formali. Nel 1532, alcuni mesi prima della morte, esce l’edizione definitiva. In essa, l’aggiunta di alcuni episodi porta gli originari quaranta canti a quarantasei; ma la fatica maggiore è l’accurata revisione linguistica, condotta secondo le teorie di Pietro Bembo.

La trama dell’Orlando Furioso

L’Orlando Furioso non ha un unico protagonista né una trama lineare. Perciò un riassunto continuativo del poema risulterebbe difficile e intricato. Tuttavia è possibile individuare all’interno di essa tre principali filoni narrativi.

– La guerra tra Cristiani e Saraceni

La guerra si svolge tra i Cristiani condotti da Carlo Magno e i Saraceni condotti da Agramante. Essa fa da sfondo all’intera narrazione.

Dapprima i Cristiani sono sconfitti: uno dei più forti guerrieri pagani, Rodomonte, penetra infatti con i suoi uomini fin dentro le mura di Parigi, seminando strage e terrore.
Poi le sorti della guerra sono rovesciate quando, in seguito alle preghiere dei Cristiani, l’arcangelo Michele invia nel campo nemico la Discordia che semina rivalità e odi tra i capi dell’esercito di Agramante e manda il Silenzio a favorire l’arrivo indisturbato nel campo cristiano delle schiere inglesi inviate in aiuto di Carlo Magno. Mentre i Cristiani così si rafforzano, i Saraceni si indeboliscono, riportando gravi insuccessi anche in Africa.
Infine le due parti si accordano che a decidere l’esito della guerra sarà un combattimento fra tre cavalieri cristiani e tre pagani. Il duello si svolge nell’isola di Lipadusa fra i cristiani Orlando, Oliviero e Brandimarte e i pagani Agramante, Gradasso e Sobrino. Il duello termina con la vittoria dei cristiani.

Su questo sfondo si svolgono gli altri due filoni narrativi: l’amore la pazzia di Orlando e il contrastato amore di Bradamante e Ruggiero.

– L’amore e la pazzia di Orlando

Orlando, il più nobile e valoroso dei paladini di Francia, si innamora perdutamente di Angelica, la bellissima figlia del re del Catai, e quando ella fugge dal campo di Carlo Magno Orlando dimentica completamente i suoi doveri di soldato e si lancia al suo inseguimento. Dopo mille avventure, Orlando scopre che Angelica si è sposata con Medoro, un semplice soldato saraceno, ed è partita con lui verso il suo regno, il Catai. L’intrepido paladino non resiste al dolore e impazzisce (La follia di Orlando, riassunto). A questo punto il duca Astolfo, a cavallo dell’Ippogrifo, si reca sulla Luna per recuperare il senno di Orlando. Riacquistata la ragione, Orlando guarisce anche dall’amore per Angelica e torna a combattere contro i Saraceni.

– Il contrastato amore di Bradamante e Ruggiero

Bradamante, sorella di Rinaldo e gloriosa guerriera cristiana, si innamora di Ruggiero, valoroso guerriero saraceno.
Dopo moltissime avventure e peripezie, Ruggiero convertitosi al cristianesimo riuscirà finalmente a sposare Bradamante.
Da tale unione avrà origine la casa d’Este. In questo modo Ludovico Ariosto celebra la gloriosa casata degli Estensi di Ferrara, per conto della quale svolse molti incarichi e servizi.

L’analisi dell’Orlando Furioso

Ludovico Ariosto nel suo poema si rifà ai temi cavallereschi tradizionali, ma ne altera il valore di fondo. Più precisamente: il mondo cavalleresco è diventato per Ariosto il motivo ispiratore di storie di puro intrattenimento per il pubblico delle corti. Esso si diverte ad ascoltare le fantastiche avventure dei cavalieri senza condividerne però gli ideali (battaglie sanguinose, colpi di scena, ambienti incantati e fiabeschi, viaggi e peripezie in terre lontane, incontri con mostri, giganti, fate e maghi).

Ariosto non crede più agli eroi delle antiche canzoni di gesta, paladini di grandi ideali e massime virtù. I suoi personaggi (cristiani o musulmani che siano), pur non dimentichi del senso dell’onore e del desiderio di gloria, sono sensibili alla bellezza, all’amore e al gusto per l’avventura.

I temi dell’Orlando Furioso, pertanto, sono quelli della vita di ogni giorno: l’amore in primo luogo, ma anche il dolore, la gelosia, la lealtà, la viltà, il coraggio, il valore, l’illusione, la delusione. E così Orlando non è più il paladino ricco di virtù sovrumane, dei suoi ideali cavallereschi e religiosi, ma, pur conservando il proprio valore guerriero, diventa un uomo come tutti gli altri, che, tra le altre cose, si innamora fino a perdere la ragione, arrivando addirittura a farci sorridere per la sua dissennatezza.