La Prima rivoluzione inglese, riassunto

La Prima rivoluzione inglese, anche conosciuta come Rivoluzione inglese o Guerra civile inglese, è il nome dato alla rivoluzione che portò alla caduta e all’esecuzione di Carlo I Stuart e all’istituzione di un nuovo regime repubblicano o Commonwealth.

La Prima rivoluzione inglese: l’antefatto

Elisabetta I morì (1603) senza lasciare eredi, pertanto la dinastia Tudor si estinse e sul trono d’Inghilterra salì Giacomo I Stuart (1603-1625), figlio di Maria Stuart e re di Scozia. Le due corone di Scozia e d’Inghilterra – quest’ultima comprendente anche l’Irlanda – si trovarono così unite in una sola persona.

Giacomo I Stuart seguì una politica di forte accentramento monarchico basato:

  • sulla riaffermazione dell’autorità della Chiesa anglicana;
  • sull’inasprimento della tassazione;
  • sulla privazione di autorità e prestigio alla Camera dei Comuni;
  • sulla creazione di tribunali regi, liberi di ignorare le garanzie accordate ai cittadini dalla Magna Charta.

Per tutti questi motivi Giacomo I si trovò più volte in contrasto con il Parlamento e diverse volte si rifiutò di convocarlo o ne arrestò gli esponenti più attivi.

I contrasti tra re e Parlamento si accentuarono durante il regno di suo figlio e successore Carlo I Stuart (1625-1649).

Carlo I Stuart sciolse il Parlamento per due anni consecutivi. Costretto a riconvocarlo nel 1628, per farsi approvare una spedizione di soccorso agli ugonotti assediati a La Rochelle, dovette accettare la Petizione dei diritti, che condannava il fiscalismo monarchico, l’oppressività della Chiesa anglicana, l’uso diffuso di trattenere i cittadini senza autorizzazione da parte di alcun tribunale.

Accettata la Petizione, il re Carlo I governò poi senza convocare il Parlamento e con il solo ausilio dei suoi ministri.

Per risolvere i problemi finanziari la Corona rimise in vigore vecchie tasse non controllate dal Parlamento: la più famosa fu lo ship-money, un tributo originariamente versato solo dai centri portuali per il mantenimento della flotta regia e ora estesa a Londra e a tutte le città del Regno.

La situazione precipitò quando Carlo I tentò di imporre alla Scozia, a maggioranza presbiteriana di impronta calvinista, la supremazia della Chiesa anglicana e il Book of the common prayer.

Gli scozzesi si ribellarono, sconfissero l’esercito regio e invasero il territorio inglese occupando alcune città. Esaurite le risorse finanziarie, Carlo I fu costretto a convocare il Parlamento perché approvasse nuove imposizioni fiscali, per poter continuare la guerra. La richiesta non venne approvata e il re sciolse subito questa assemblea che fu detta il Corto Parlamento, perché, convocato il 13 aprile 1640, fu dissolto meno di un mese dopo.

Nel novembre 1640 il re convocò quello che è passato alla Storia come il Lungo Parlamento, perché restò in carica fino al 1653. Tuttavia, il Lungo Parlamento si rifiutò di collaborare con il re, che fu costretto a piegarsi. Il Parlamento emanò una serie di provvedimmenti che:

  • abolirono i tribunali speciali: la Camera stellata e la Corte di alta commissione;
  • vietarono nel modo più assoluto l’imposizione di nuovi tributi senza l’assenso parlamentare;
  • vietarono l’arresto di sudditi senza processo;
  • decretarono la fine delle persecuzioni religiose.

La situazione si aggravò in seguito allo scoppio della rivolta cattolica irlandese (1641): il re fu sospettato di aver fomentato la rivolta per modificare il quadro politico e ottenere il reclutamento di un esercito di cui si sarebbe servito per schiacciare il Parlamento. Il Parlamento allora presentò la Grande rimostranza che, oltre a ribadire le conquiste politiche ottenute dal Parlamento, chiedeva il controllo del reclutamento degli eserciti e delle nomine ministeriali. Carlo I commise poi l’errore del colpo di Stato (4 gennaio 1642), irrompendo nel Parlamento con una schiera di armati. Il tentativo fallì e Carlo I fuggì a Oxford. Era l’inizio della Prima rivoluzione inglese.

La Prima rivoluzione inglese

Con il re si schierarono la nobiltà (i cosiddetti cavalieri), la maggior parte dei proprietari terrieri, i prelati anglicani e i cattolici, mentre con il Parlamento si schierarono i puritani (i cosiddetti Teste rotonde, così chiamati per l’uso dei puritani di portare i capelli corti, diversamente dalle abitudini degli aristocratici).

Tra il 1642 e il 1643 la guerra si trascinò con alterne vicende. La svolta decisiva si ebbe solo quando si affacciò sulla scena politica e militare il puritano Oliver Cromwell (1599-1658).

Oliver Cromwell riorganizzò le truppe parlamentari nel New Model Army (Esercito di Nuovo Modello). I soldati, accuratamente addestrati eleggevano liberamente i loro ufficiali ed erano oggetto di un indottrinamento politico e religioso di stampo puritano, che li motivava fortemente alla lotta. Carlo I fu sconfitto nelle due battaglie di Marston Moor (luglio 1644) e di Naseby (giugno 1645). Si rifugiò in Scozia pensando di sfruttare i contrasti tra le forze parlamentari e gli Scozzesi. Gli Scozzesi, però, delusi per il rifiuto del re di aderire al presbiterianesimo, lo consegnarono agli Inglesi nel 1647.

Carlo I si rifugiò nell’isola di Wight, confidando nell’appoggio del governatore, il colonnello Hammond. Questi, invece, gli si rivelò avverso e lo tenne prigioniero. Scoppiò allora una seconda guerra civile, breve ma violenta (maggio-agosto 1648). Gli Scozzesi e la flotta si sollevarono a favore del re; Cromwell affrontò e vinse gli Scozzesi e i rivoltosi realisti, occupò Londra ed espulse dal Parlamento il gruppo presbiteriano e i moderati (dicembre 1648).

Nel gennaio 1649 il re Carlo I Stuart fu processato e, condannato per alto tradimento, fu decapitato il 30 gennaio 1649. Poco dopo fu votata l’abolizione della monarchia e proclamata la Repubblica inglese o Commonwealth, dominata dalla forte personalità di Cromwell. Cromwell mise a tacere le frange estremiste dei levellers e dei diggers e ristabilì l’ordine in Irlanda (1649) e in Scozia (1650-51).

Con l’Atto di navigazione (riservava alle sole navi inglesi il commercio costiero e dava disposizioni perché gli scambi con le colonie e l’Europa potessero essere effettuati solo da navi inglesi o del Paese esportatore) e i trattati con Svezia, Danimarca e Portogallo, Cromwell incrementò la potenza commerciale e coloniale inglese. In politica interna si trovò invece di fronte a una costante opposizione del Parlamento, mentre il suo potere andava assumendo i connotati di una dittatura militare. L’instabilità di tale potere si rivelò alla sua morte (1658), seguita da una fase di intricati conflitti che terminò con la restaurazione degli Stuart – approvata dal Parlamento – nella persona di Carlo II Stuart (1660-1685), figlio di Carlo I.

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La seconda rivoluzione inglese o Gloriosa rivoluzione