quirinalia
Pieter Paul Rubens, Romolo e Remo, 1616 circa, Musei Capitolini, Roma

La celebrazione dei Quirinalia si teneva il 17 febbraio. Fu Numa Pompilio, il secondo re di Roma, a istituire la festa dei Quirinali (Quirinalia in latino), in onore del dio Quirino (Quirinus).

Quirino, antica divinità italica, era venerato soprattutto dai Sabini nella città di Cures. Quando avvenne la fusione del popolo romano con quello sabino (dopo il leggendario episodio del Ratto delle Sabine clicca qui), Quirino fu venerato come dio anche dai Romani. I Romani lo identificarono prima con Marte (in origine dio della primavera e poi della guerra), poi con Romolo, il primo re di Roma, figlio del dio Marte e della Vestale Rea Silva (per un approfondimento leggi Fondazione di Roma: Storia e Leggenda clicca qui).

Il culto di Quirino era curato da un sacerdote, il Flamine Quirinale (Flamen Quirinalis), il terzo dei Flamini maggiori, appositamente designato a questo scopo dal re Numa Pompilio. Successivamente però, Tullo Ostilio, il terzo re di Roma, stabilì che Quirino venisse onorato per mezzo di un altro ordine di sacerdoti, i Salii (Salii Quirinales). Essi durante i Quirinalia pronunciavano preghiere propiziatorie presso un altare posto sul colle Quirinale, uno dei sette colli su cui venne fondata Roma . Durante i Quirinalia si celebrava il rito della prima torrefazione del farro (alla base dell’alimentazione dei primi Romani, utilizzata per la preparazione di pane, focacce e puls, una sorta di polenta).
Questa festa era anche chiamata Stultorum Feriae («Festa degli stolti»), perché chi, per dimenticanza, non aveva compiuto i riti prescritti nelle precedenti feste delle singole curie, poteva farlo nel corso dei Quirinalia.

Nel 290 a.C., dopo la vittoria sui Sanniti, al termine della terza guerra sannitica, Lucio Papirio Cursore, nel luogo in cui sorgeva l’altare, fece costruire un tempio dedicato a Quirino. Il tempio fu danneggiato nel 43 a.C. e fu ricostruito per volontà dell’imperatore Augusto nel 16 a.C.
Augusto, che si occupò di ripristinare e di riordinare gli antichi culti e le tradizioni del popolo romano, spostò la festa dei Quirinalia al 29 giugno per celebrare il periodo della mietitura del grano (entrato a far parte della dieta dei Romani nel IV secolo a.C.).