I Sanniti erano un popolo italico presente in Italia già a partire dal 600 a.C. lungo l’Appennino meridionale. Occupavano l’Abruzzo, il Molise, parte del Lazio e della Campania. Parlavano la lingua osca, una varietà indoeuropea del gruppo italico. Vivevano principalmente di pastorizia e agricoltura, ma erano anche temibili guerrieri.
Come erano organizzati?
Erano divisi in quattro tribù (Caudini, Irpini, Pentri e Carricini) solidali tra loro e organizzate nella Lega sannitica. Erano politeisti e credevano nell’aldilà. Seppellivano i defunti in tombe a tumulo.
Erano molto bravi a lavorare i metalli che utilizzavano per produrre le armi. Erano guerrieri molto forti e temuti dai Romani, soprattutto a causa della grande familiarità che avevano con l’ambiente degli Appennini, ricco di paesaggi insidiosi. Muniti di armature leggere per non intralciare la velocità di movimento e schierati in formazioni flessibili, i Sanniti diventavano quasi invincibili sui terreni accidentati e i Romani riuscirono a sconfiggerli solo dopo tre sanguinose guerre: le guerre sannitiche.
Perché i Sanniti entrarono in conflitto con i Romani?
I Sanniti entrarono in conflitto con i Romani quando invasero Capua. Le tre guerre sannitiche durarono dal 343 a.C. al 290 a.C., alternando vincitori e vinti.
La prima vittoria fu dei Romani che iniziarono così ad affermare il proprio dominio sulla Campania. Durante la seconda guerra sannitica, però, nel 321 a.C., i Romani subirono una umiliante sconfitta da parte dei Sanniti nella zona delle Forche Caudine, presso l’odierna Benevento (i militari denudati dovettero passare sotto un giogo di lance davanti ai nemici) che portò a un trattato di pace. Per Roma si trattò di una grave sconfitta e di un’umiliazione cocente.
In seguito i Sanniti si allearono con gli Etruschi, gli Umbri e i Galli e tentarono nuovamente di rovesciare il potere romano, ma i Romani li sconfissero definitivamente nella terza guerra sannitica (298-290 a.C.). Iniziava così il dominio di Roma su tutta la penisola italiana.
In seguito i Sanniti appoggiarono Pirro in guerra contro Roma (280-275 a.C.) e Annibale durante la sua invasione dell’Italia, nel 218 a.C, che diede inizio alla seconda guerra punica. I Sanniti parteciparono anche alla rivolta dei popoli italici nella guerra sociale del 90-88 a.C. Alla fine i ribelli vennero sconfitti dai Romani e Lucio Cornelio Silla devastò con il suo esercito il territorio sannitico.
I Sanniti parteciparono anche alla guerra civile romana tra sillani e mariani (88-82 a.C.) affiancando la fazione democratica contro l’aristocrazia guidata da Lucio Cornelio Silla. Silla distrusse l’esercito sannita nella battaglia di Porta Collina.
I Sanniti ricomparirono sulla scena politica anche nel corso della guerra servile guidata da Spartaco (73-71 a.C.) e della congiura di Catilina (62 a.C.).
Soltanto a distanza di qualche secolo si ottenne la definitiva pacificazione, perché i Romani, per garantire la stabilità dei territori assoggettati nonché una valvola di sfogo contro ulteriori ribellioni, concessero lentamente la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Con il tempo i Sanniti s’integrarono anche nella classe dirigente romana.

