sanniti
Soldati sanniti raffigurati nelle pitture tombali di Paestum

Sanniti, popolo italico, presenti in Italia già dal 600 a.C. lungo l’Appennino meridionale. Occupavano l’Abruzzo, il Molise, parte del Lazio e della Campania.

Parlavano la lingua osca, una varietà indoeuropea del gruppo italico. Vivevano principalmente di pastorizia e agricoltura, ma erano anche temibili guerrieri. Erano divisi in tribù solidali tra loro e organizzate nella Lega sannita.

Quando i Sanniti invasero Capua iniziò il conflitto con i Romani (le guerre sannitiche).

Le guerre sannitiche durarono dal 343 a.C. al 290 a.C., alternando vincitori e vinti.

La prima vittoria fu dei Romani che iniziarono così ad affermare il proprio dominio sulla Campania.

Durante la seconda guerra sannitica, però, nel 321 a.C., i Romani subirono una umiliante sconfitta da parte dei Sanniti nella zona delle Forche Caudine, presso l’odierna Benevento (i militari denudati dovettero passare sotto un giogo di lance davanti ai nemici) che portò a un trattato di pace.

Per Roma si trattò di una grave sconfitta e di un’umiliazione cocente.

I Sanniti erano avversari difficili, soprattutto a causa della grande familiarità che avevano con l’ambiente degli Appennini, ricco di passaggi insidiosi.

Muniti di armature leggere per non intralciare la velocità di movimento e schierati in formazioni flessibili, i Sanniti erano quasi invincibili sui terreni accidentati. I Romani dovettero quindi rivedere profondamente il loro modo di schierarsi in campo. Fu così che essi misero a punto lo schieramento per gruppi più ridotti, i manipoli.

In seguito i Sanniti si allearono con gli Etruschi, gli Umbri e i Galli e tentarono nuovamente di rovesciare il potere romano, ma i Romani li sconfissero definitivamente. Iniziava così il dominio di Roma su tutta la penisola italiana.

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