Stalinismo riassunto: regime totalitario di Stalin

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Stalinismo riassunto

Stalinismo riassunto di storia contemporanea sul regime totalitario costruito da Stalin.

Lo stalinismo è il sistema di governo sviluppatosi durante il periodo in cui Josif Stalin fu a capo dell’Unione Sovietica, dal 1924 al 1953.

Lenin muore nel 1924 e Stalin inizia la sua ascesa ai vertici eliminando i suoi oppositori. Costruisce un regime totalitario basato sul culto della personalità, sulla repressione e sul terrore. Avvia l’industrializzazione forzata, attraverso la pianificazione integrale dell’economia, che si realizza attraverso la collettivizzazione dell’agricoltura e la repressione sanguinosa dei kulaki (i contadini ricchi).

Stalinismo riassunto: collettivizzazione e industrializzazione

Nel 1928-1929 Stalin, divenuto di fatto un dittatore, procede alla collettivizzazione forzata delle terre e all’industrializzazione accelerata.

Stalin ritiene necessaria procedere alla collettivizzazione forzata delle terre per acquisire il controllo delle risorse alimentari e di beni esportabili in cambio dell’acquisto di macchinari moderni.

I contadini si oppongono alla collettivizzazione forzata: macellano in massa il bestiame e diminuiscono in maniera drammatica la produzione. Stalin ordina allora una spietata repressione diretta specialmente contro i kulaki. Sono disposte requisizioni, deportazioni nei gulag, fucilazioni.

La repressione, unita a una spaventosa carestia nel 1932-33, provoca milioni di morti, decimando la popolazione delle campagne e determinando un sensibile abbattimento della produzione agricola.

Positivi sono, invece, in termini economici, i risultati dei piani quinquennali per l’industria. Con il primo, varato nel 1928, la produzione al 1932 risulta aumentata dl 50%; con il secondo (1933-37), la produzione aumenta di un altro 120%. Un terzo piano quinquennale non potrà essere varato per lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Negli anni dell’industrializzazione sono compiuti anche notevoli progressi sociali: masse di analfabeti vanno a scuola; le università si aprono ai figli dei contadini e degli operai; il sistema sanitario diventa gratuito per tutti. Mancano però del tutto i beni di consumo.

Stalinismo: le grandi purghe e i processi

Gli anni Trenta vede anche il continuo rafforzamento della dittatura personale di Stalin. Egli assume il ruolo di capo assoluto, procede alla eliminazione di ogni dissenso e controlla strettamente la cultura.

Non solo estromette dal partito tutti i suoi rivali ma li elimina fisicamente insieme a migliaia di quadri dirigenti del partito e a un numero incalcolabile di semplici cittadini sospetti.

Nel 1934 iniziano le grandi purghe: una gigantesca repressione poliziesca che colpisce negli anni milioni di persone.

Fra l’inizio della collettivizzazione e lo scoppio della seconda guerra mondiale, il conto totale delle vittime ammonta a 10-11 milioni.